Intervista ad Edmondo Conti: da telespettatore appassionato a professionista della TV …per colpa di Mike!

E’ uno di quei personaggi che i telespettatori non conoscono, che non appare mai se non nei titoli di coda, ma che, da dietro le quinte, contribuisce notevolmente a determinare il successo di un programma e la notorietà dei personaggi che li conducono. Parliamo di Edmondo Conti, attualmente curatore per EndemolShine Italy di programmi di successo come Caduta libera e The Wall.

L’appuntamento è nel suo studio, dove all’aprirsi della porta mi accoglie col suo sorriso aperto e mi trovo immediatamente proiettato nella storia della televisione italiana. Ovunque simboli della memoria della tv: locandine storiche, foto con personaggi noti, scatole di giochi a premi di famosi quiz. Edmondo Conti, ha scritto due libri, “Tutta colpa di Mike” (Giuliano Ladolfi Editore) nel 2013 e il recente “Una TV tutta d’oro” (Editoriale Programma) entrambi incentrati sul mondo della televisione.

Per uno come te, che dal 2000 lavora in televisione, sembrerebbe scontato raccontarla. Ma non è così. I tuoi libri non sono solo aneddotica, come ci si aspetterebbe.
E’ vero i miei libri hanno un obiettivo che reputo importante: la TV è stata migliore di quella che abbiamo adesso e può diventare migliore ancora oggi. Infatti, parlando di grandi show e di grandi game show del passato, si possono avere spunti per attingere a quei contenuti per riproporre, attualizzandoli, tanti programmi che servirebbero senza dubbio a differenziare una programmazione troppo centrata sulla cronaca nera, sulla politica, sulle risse e sulla volgarità gratuita. Il pubblico invece va coccolato, rasserenato, emozionato e anche divertito con classe, eleganza e stile. Per me la TV deve rappresentare soprattutto una coperta calda con la quale trascorrere alcune piacevoli ore a case, magari stretti insieme alla famiglia e agli amici.

Inevitabilmente l’attenzione cade su Mike Bongiorno. Come recita il titolo del tuo primo libro, è tutta colpa di Mike se la televisione pubblica prima e la privata dopo hanno avuto successo e si sono diffuse. Sarebbe andata allo stesso modo senza di lui?
No, perché Mike è stato unico e insostituibile e senza di lui le cose non sarebbero mai potute andare nello stesso modo. Mike era presente nella programmazione del giorno inaugurale della Rai il 3 gennaio 1954 con Arrivi e partenze, e ha aperto la grandiosa epopea della TV commerciale con Tele Milano 58 prima e con Canale 5 dopo, dando a Silvio Berlusconi il la per aprire la strada a tanti artisti e a tanti nuovi progetti che hanno segnato un’epoca. Inoltre, grazie a Mike, forte delle sue origini americane, sono iniziate le sponsorizzazioni durante i programmi che hanno favorito all’epoca investimenti miliardari moltiplicando show e quiz, rendendo la nostra televisione, una TV tutta d’oro!

Foto LaPresse/Federico Guberti
25-05-2018 Roma (RM)
Antonella Clerici dietro le quinte del suo programma “La Prova del Cuoco”
In Foto: Antonella Clerici ed il produttore
Endemol Edmondo Conti
FOTO ESCLUSIVE

“Una TV tutta d’oro” ripercorre appunto gli anni 80 e 90 della TV. Anni che hai vissuto prevalentemente da spettatore. Nella televisione di oggi brilla ancora qualcosa?
Certo che sì. Brilla la buona televisione: quella fatta di quei pochissimi game show che ancora resistono e che danno risultati d’ascolto eccezionali. Quella fatta da talenti come Alberto Angela che riesce a performare in maniera impressionante anche in prime time portando la cultura e il piacere della scoperta. Quella fatta da programmi che senza urlare e senza fare ricorso a inutili volgarità riescono ancora a riunire la famiglia davanti al televisore. Penso a programmi come Tale&Quale Show, Kilimangiaro, Striscia la notizia, Ulisse, L’eredità, Soliti ignoti e naturalmente Caduta Libera e The Wall.

Tu ti sei inserito a pieno titolo nel mondo televisivo. Da spettatore, c’è un programma che hai amato più degli altri?
Ho sempre amato sopra ogni altra cosa lo show del sabato sera, quando a contendersi gli ascolti erano Fantastico e Premiatissima e tutti i quiz del giovedì sera di Mike. Tutti programmi che ho inserito nel mio libro.

L’elenco dei programmi televisivi in cui hai lavorato è lunghissimo. Di quale sei più orgoglioso?
Senza dubbio Caduta Libera perché ha rappresentato la mia rinascita professionale e perché mi ha ridato speranza su quanto ancora oggi i quiz possono fare per riunire così tante persone davanti al piccolo schermo, con un prodotto pulito e genuino.

E quello che avresti voluto fare?
Il mio desiderio più grande sarebbe quello di riportare 4 grandi classici in TV: La ruota della fortuna, Ok il prezzo è giusto, Il pranzo è servito e Il Gioco dei 9. Se riuscissi però a rifarne anche solo 2 di questi mi riterrei estremamente soddisfatto.

Mai avuto la tentazione di passare davanti alle telecamere?
Mai.

Da concorrente di quiz a produttore esecutivo, da autore a curatore di programmi, in quale ruolo vorresti ancora metterti alla prova?
Sono certo di poter essere un buon Direttore di Rete.

Programmi? Non è un gioco di parole, intendevo progetti per il futuro?
Un grande show in prima serata dove proveremo a riunire Al Bano e Romina Power. Spero di poterci riuscire.

Al telefono e al cellulare lo cercano in continuazione, i whatsapp arrivano senza sosta, così come gli avvisi sonori di nuove e-mail. Non è il caso di trattenerlo ulteriormente distogliendolo dal suo lavoro. Non vorrei che per colpa mia si bloccasse lo studio, dove sta per iniziare la registrazione di uno dei suoi amati quiz… di successo ovviamente.

Steve Fortunato

diSteve Fortunato

Piemontese di origine e milanese d’adozione. Imprenditore da sempre, ha sfogato principalmente nel marketing e nella comunicazione la creatività e il desiderio di nuovi orizzonti e di nuove sfide. Razionale e impulsivo, istintivo e sensibile. Racconta vicende e persone con una visione nichilista e un linguaggio crudo, duro, scarno a volte, che però sa cedere a momenti delicati, di sottile nostalgia.