violetta bellocchio

Violetta Bellocchio – La festa nera

Ci sono tanti modi per narrare il presente, e Violetta Bellocchio nel suo La festa nera (edito da Chiaralettere) ne sceglie uno che per stile ed intuito è tra le cose più riuscite in tema letteratura in questo 2018.

Il presente, nitido nella visione della scrittrice ma nebuloso per il lettore, dentro La festa nera è quello dell’Italia proiettata verso il futuro, fatto di sopravvivenza a stento e di un’umanità che ha scelto di andare dritta verso il tracollo generale. In questo scenario Violetta Bellocchio “pianta” letteralmente i suoi tre protagonisti Misha, Nicola e Ali, ragazzi e reporter che sognano di poter raccontare il mondo in cui stanno vivendo e, forse, quello che verrà.

Cosa vuol dire essere reporter oggi? Che cosa vuol dire esserlo stato? I tre ragazzi sono la chiara espressione che occorre raccontare tutto, soprattutto quando il futuro è solamente un’ipotesi e quando si crede che narrare sia un atto socialmente utile o, come diceva Sepúlveda, che «narrare è resistere». Il percorso che scelgono i tre ragazzi è quello che li porterà a scoprire le nuove comunità autarchiche che si sono formate nella Val Trebbia. La festa nera diventa così il racconto di madri e figli, di dolori venerati, uomini che credono che le donne siano virus letali.

violetta bellocchio
Violetta Bellocchio

Violetta Bellocchio ci porta dritti in una storia in cui alcuni ripudiano la tecnologia e altri aspettano l’Apocalisse, o fantomatici guaritori. Un po’ fiction, un po’ reportage, un po’ romanzo distopico e un po’ una lucida previsione del futuro, La festa nera è comunque un’opera che intreccia il presente ed il futuro utilizzando ogni sfumatura della scrittura, ogni spiraglio che possa mostrare sentimenti senza paura. L’obiettivo non è tanto ciò che lo schermo ci mostrerà, ma la violenza nascosta dietro le telecamere, quando “oltre” la notizia c’è la festa nera appunto, la realtà che oltrepassa la finzione.

Questo occorre raccontare nei reportage di oggi e in quelli di domani, occorre capire che «nessuna vita è bella come sembra, nessuna vita è brutta come sembra: c’è una crepa in ogni singola cosa. Cercala, infilaci due dita e guarda la luce che entra. Segui quella luce fino a quando non senti di aver toccato il fondo».

copertina
Autore
Violetta Bellocchio
Casa editrice
Chiarelettere
Anno
2018
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
160
ISBN
9788832960129
Donato Bevilacqua

diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.