Roland Rugero – Vivi!

Alzino la mano quanti di voi conoscono l’esistenza del Burundi. Si certo, ne avrete sentito parlare così, distrattamente, e l’avrete magari anche usata quella parola, Burundi, pensando ad un Paese povero e lontano. Ma pochi di voi ne conoscono la storia, la geografia. La letteratura fa anche questo: è un percorso di scoperta che attraverso piccole storie porta a grandi tesori. Ed è questo il motivo principale per cui leggere Vivi!, romanzo di Roland Rugero che racconta la violenza che da troppo tempo affligge quella terra.

Il Burundi è uno dei più piccoli stati africani, divenuto indipendente dal Belgio nel 1962. Tra il 1993 e il 1994 viene toccato da vicino dai massacri che sconvolgono il Ruanda, che col Burundi confina a nord. Da qui Rugero parte per costruire il suo libro, una sorta di racconto in forma di prosa che cerca di restituire dignità e realtà ad un intero popolo. Protagonista è Nyamuragi, un ragazzo che ha deciso di essere muto dopo aver assistito all’assassinio dei suoi genitori. Rifiutando la parola il ragazzo ripone tutto se stesso nei gesti e nella materia, che non gli sono però di aiuto il giorno in cui, per errore, viene accusato di aver stuprato la giovane Kigeme. Quando cerca di parlare il giovane commette un errore, pronunciando la parola ejo (che significa “domani” ma anche “ieri”) invece di ego. Questa impossibilità di decidere tra passato e futuro rappresenta tutto il dramma di un popolo, che può vivere solamente il presente, portando su di sé tutto il fardello della colpa, proprio come fa Nyamuragi, autoaccusandosi davanti ai suoi carnefici.

Rugero crea un’allegoria ricca di significati togliendo la parola al suo protagonista, che capisce che la voce non può più aver forza contro il destino e contro la violenza. Per sopportare il peso della memoria serve la scrittura col suo potere salvifico. Ecco perché l’autore cerca nel finale una svolta salvifica, quasi ingenua, cercando di far tornare al loro posto tutti i tasselli. Anche nel titolo del libro è chiara l’esortazione a tornare a vivere, forse anche restando muti ma mai dimenticando di ricordare e di testimoniare. Certo, il lieto fine del libro non è la vita vera, e il Burundi è di certo più oscuro e crudele di quello che ci viene descritto nel romanzo. Ma tra il passato che è ormai cicatrice e il futuro che è incertezza, senza dubbio il presente di Rugero è una ricerca della verità, un percorso intenso fatto di parole, scritte o parlate.

ISBN
9788872020616
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diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.