Miriam Mastrovito – Il mistero dei libri perduti

Il mistero dei libri perduti, di Miriam Mastrovito, è un fantasy nel senso più puro e classico del termine, un romanzo adatto a palati differenti, a lettori più o meno accaniti, a bambini e adulti; il che non vuol dire che sia un romanzo insipido, o peggio banale: semplicemente si tratta di un libro che va al di là degli stereotipi e delle definizioni, un romanzo in cui l’atmosfera fantasy è solo un pretesto per narrare una storia profondamente umana, toccante e al tempo stesso allegra, piena di brio e ottimismo.

È facile prevedere che Il mistero dei libri perduti sarà amato particolarmente dai lettori più accaniti, nonché dagli aspiranti – o, perché no, affermati – scrittori: la protagonista Tea Leoni, infatti, è una giovane insegnante fuorisede con un manoscritto nel cassetto che sogna di pubblicare. Quando, del tutto inaspettata, le giunge la proposta della Wizard Edizioni, che pubblicherebbe il suo lavoro senza chiederle alcun contributo economico, la ragazza non crede alle proprie orecchie. Si reca così presso la sede della casa editrice, un edificio che sembra uscito da un film dell’orrore di serie B, per conoscere l’editore, il signor Wizard, anch’egli equivoco e sinistro come il locale in cui lavora; approfittando di una sua momentanea assenza, Tea decide di scappare via da quel postaccio e non farci più ritorno. Ma una figura velocissima e indistinguibile le sottrae il manoscritto, e Tea è costretta a inseguire il misterioso ladro per recuperare il maltolto. Tuttavia, misteriosamente, la ragazza perde i sensi e si risveglia in un mondo completamente diverso da quello che ha lasciato: al posto dei corridoi bui e tetri della Wizard Edizioni, infatti, c’è un paese fatto interamente di libri; case, strade, edifici pubblici, ogni cosa è costruita con i libri, lastricata e rivestita da pagine e pagine dattiloscritte.

Presto il lettore scoprirà che si tratta del regno di Buchenland, un universo parallelo dove vivono i troll, mitiche creature dai nasi enormi la cui esistenza dipende proprio dai libri che riescono a rubare nel mondo degli umani. Ora però che Tea, un’umana, è arrivata a Buchenland, il confine tra i due mondi rischia di chiudersi per sempre a causa della maledizione lanciata dal terribile Morten… Riuscirà Tea a liberare i troll dagli incantesimi che li tengono sotto scatto, e a tornare sulla terra?

Questo interrogativo terrà i lettori col fiato sospeso fino alla fine, accompagnandoli in un’avventura che è anche, soprattutto, una metafora della vita. Solidarietà, amicizia, diversità e fantasia sono solo alcuni degli ingredienti che, sapientemente mescolati da un’eccellente narratrice, fanno di questo romanzo una favola moderna, regalando al lettore un viaggio indimenticabile in una terra incantata dove sono riprodotti in chiave squisitamente metaforica tutti i pregi e i difetti dell’essere umano, l’originaria lotta tra il bene e il male e l’imprescindibile fiducia nell’altro, anche se diverso da noi.

La scrittura di Miriam Mastrovito è ipnotizzante nella sua semplicità, candida come gli universi che la sua penna è in grado di creare: leggere questo libro è come ascoltare un’incantevole nenia, ci si lascia cullare, abbandonandosi a una magia senza tempo. Non amo particolarmente il genere fantasy, ma questo romanzo ha costituito una piacevole eccezione. Particolarmente apprezzabile anche perché rifugge dai luoghi comuni ultimamente talmente in voga da esser diventati nauseanti – vampiri, lupi mannari, adolescenti alle prese con amori impossibili –, Il mistero dei libri perduti ci ricorda che il panorama fantastico è pressoché infinito, in gran parte ancora inesplorato. Lo fa facendoci riscoprire i troll, figure mitologiche tanto antiche quanto ambigue, e regalando agli amanti della lettura un paradiso fuori dall’ordinario… Chi di noi, infatti, non ha mai sognato un mondo fatto di libri? Stretto come non mai, inoltre, è il legame tra la lettura e i sogni, a riprova del fatto che leggere – e scrivere – in fondo è un modo per andare oltre la vita vissuta, liberandoci dai suoi confini per avverare i nostri sogni e creare nuovi, incantevoli mondi.

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