Katarina Mazetti – Tomba di famiglia

Tomba di famiglia, della svedese Katarina Mazetti, è il seguito dell’acclamatissimo romanzo Il tizio della tomba accanto, vero e proprio caso editoriale che ha fatto il giro del mondo giungendo presto anche in Italia, edito da Elliot. Protagonisti di questa saga ironico-sentimentale sono la giovane vedova Desirée, che si reca regolarmente a far visita alla tomba del marito prematuramente scomparso, e l’allevatore Benny, che frequenta con la stessa regolarità il cimitero per portare i fiori all’anziana madre morta da poco. Difficile immaginare due protagonisti più diversi di quelli che ci presenta la Mazetti: Desirée lavora in una biblioteca, ama i libri e vive in città in un elegante appartamento sui toni del bianco; Benny vive in campagna, nella fattoria che ha ereditato insieme a ventiquattro mucche, e si dedica a tempo pieno al mestiere di contadino-allevatore, ignorando bellamente tutto ciò che ha a che fare con la cultura e il vivere cittadino. Per lui la vita vera scorre al ritmo delle stagioni della semina e della mungitura, e i confini di questo mondo bucolico sono costituiti da vicini solerti e leggermente invadenti, come in ogni tradizione paesana che si rispetti.

Difficile, per il lettore, è anche immaginare una coppia peggio assortita di questa… E invece, tra sguardi sospettosi e timidi sorrisi, superata un’iniziale antipatia, i due non tardano a innamorarsi. Ed è una storia d’amore davvero fuori dall’ordinario, quella che ci racconta la Mazetti, una relazione ricca di brio, imprevisti, romanticismo e humour, e ovviamente non priva di difficoltà. Scemata l’iniziale, sfrenata passione che spesso si accende tra due caratteri opposti, come se la caveranno i due protagonisti nella vita quotidiana? Il loro amore sopravvivrà ai problemi economici, alle divergenze caratteriali sempre più evidenti, al matrimonio e, soprattutto, alla numerosa prole?

È proprio intorno a questi quesiti che ruota Tomba di famiglia, un romanzo che può essere definito “a due mani”, perché l’autrice sceglie di narrarci le vicende a voci – e capitoli – alternati: sono gli stessi Desirée e Benny a raccontare a lettore le loro giornate, i drammi e le gioie, esprimendo puntualmente punti di visti radicalmente diversi. Questo espediente narrativo permette al lettore di immedesimarsi profondamente in entrambi i personaggi, di comprenderli come difficilmente accadrebbe se la storia fosse narrata in terza persona.

La Mazetti è anche molto brava nello scongiurare la monotonia che una narrazione del genere potrebbe provocare: ogni piccolo episodio quotidiano, infatti, è condito e trasfigurato dall’ironia sferzante dei protagonisti, dai loro inusuali punti di vista e dalla profonda dicotomia tra l’universo maschile e quello femminile, talvolta così distanti da credere sia impossibile trovare un punto d’incontro.

Pur essendo ambientato in Svezia, nazione che da qualche anno a questa parte è diventata la patria dei thriller, i lettori possono scordarsi le atmosfere cupe e tenebrose alla Stieg Larsson: la Svezia che ci presenta Katarina Mazetti è un Paese completamente diverso da quello ormai stampato nel nostro immaginario di accaniti lettori di gialli scandinavi. Lungi dall’essere la patria dell’emancipazione femminile, delle pari opportunità e del benessere economico, la Svezia che ci presenta l’autrice è un Paese molto più vicino alla nostra Italia di quanto siamo abituati a pensare, una nazione con gli stessi conflitti, le stesse contraddizioni e le insormontabili differenze tra uomini e donne.

Cosa ancor più straordinaria, è l’idea di famiglia che emerge da romanzo, un’idea così vicina a quella di noi italiani che alla fine viene da chiedersi se davvero noi europei siamo così diversi oppure se, in fondo, non siamo che una sola, grande nazione.

Pur non essendo uno di quei libri che lascia il segno, Tomba di famiglia è un romanzo fresco, allegro, capace di sorridere perfino delle tragedie, dimostrandoci come in fondo quello che conta non è tanto la vita in sé, ma il modo in cui ci approcciamo a essa.

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