Stig Dagerman – L’uomo di Milesia

Tutto ciò che appare davanti ai nostri occhi è violentemente mediato dall’immaginazione.

E questo minuscolo libro di colore giallo sembra proprio una piccola allucinazione. Via del Vento con la sua collana “Ocra Gialla” pubblica da quasi vent’anni solo testi inediti di autori famosi, dimenticati, perduti. E riesce a fare il suo lavoro benissimo. L’Uomo di Milesia di Stig Dagerman è un racconto breve dal taglio cinematografico, telegrafico, fico.

E Stig Dagerman è l’autore dimenticato per eccellenza: svedese, classe 1923, morto suicida a trentuno anni. Le sue opere sono state pubblicate da Iperborea, Lindau e dal “Foglio Clandestino”, ma lasciate stare le introduzioni, le spiegazioni da manuale di filosofia e perdetevi nella storia. Perché nell’Uomo di Milesia c’è molto in cui perdersi. Ci sono strade ghiacciate, gelidi inverni e vicoli cechi che non hanno mai visto la luce e che vi condurranno all’interno di un minuscolo bar dall’aria infame. Accomodatevi pure al bancone: una lanterna malferma e la luce tenue della penombra è tutto quello che vi serve. È proprio qui che un oscuro mercante potrebbe offrirvi di comprare un ritratto. Dovete starci attenti, perché l’oscurità inganna e in giro è pieno di ciarlatani che passano tutta la sera al freddo solo per riuscire a vendervi uno schifo di ritratto. Lo guardate bene. Certo, non è poi un’opera d’arte, ma in quel volto c’è qualcosa di singolare. È un ritratto gustoso. E poi costa solo quattro renco: affare fatto.

A questo punto la storia vi afferra per la gola e vi trascina in un viaggio che vi porterà attraverso le buie strade di Sirley, in un continuo e ciclico avanti e indietro. Che quel tortuoso e nauseabondo labirinto sia solo un elaborato inganno, un’ intricata allucinazione del protagonista? Non serve saperlo e a nessuno interessa: realtà o fantasia, da lì non se ne esce. Quel ritratto ha qualcosa di strano, quel volto è maledetto. Ma, insomma, in fondo siamo proprio sicuri che quel ritratto sia il vero problema?

È difficile giudicare un libro. Mi correggo, è impossibile. C’è chi lo fa dalla copertina, e in questo caso non c’è molto da vedere. C’è chi cerca solo divertimento perché il libro deve essere un puro pezzo di intrattenimento, e anche in questo caso la vedo dura. Ma se avete voglia di una storia allucinata e di un trip senza acidi, allora questo è il libro che fa per voi. Se già conoscete Dagerman, comunque, non potete perdervi questa pubblicazione inedita e affascinante: l‘Uomo di Milesia.

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