GianlucaAntoni Cassonetti

Gianluca Antoni – Cassonetti

Cassonetti è il titolo del primo romanzo di Gianluca Antoni, giovane psicoterapeuta marchigiano. Un esordio riuscito come pochi, visto che l’autore, dopo un inizio leggermente singhiozzante, riesce a catturare l’attenzione del lettore fino all’ultimissima pagina.

Il libro racconta la vite e le ansie di un gruppetto di studenti universitari fuorisede, Peter, Davide, Matteo e Diego, alle prese con la prima convivenza della loro vita adulta, un’esperienza forte e indimenticabile come poche. Negli anni in cui tutto sembra possibile e persino i sogni più lontani e irrealizzabili sono a portata di mano, la vita scorre a un ritmo più lento, con incedere confuso e incerto, verso una maturità agognata e al tempo stesso temuta.

Sono questi gli anni in cui si scopre davvero il mondo, fuori dalla casa in cui si è cresciuti, lontano dalla propria città natale e da tutto ciò che è familiare, gli anni in cui si comincia a scoprire anche se stessi, i bisogni e le paure più profonde; lo si fa attraverso il progressivo disvelamento di un dolore nuovo, quelle prime sofferenze adulte che ci cambieranno per sempre, segnando lo spartiacque tra la spensieratezza giovanile e l’ insieme caotico di tormenti, ricordi e doveri della maturità. Cassonetti parla di tutto questo, e lo fa costringendoci a ricordare l’età che più di ogni altra ha segnato – o segnerà – la nostra esistenza, restituendo ai lettori l’atmosfera malinconica e rarefatta di un sogno lucido, un combattuto alternarsi di passato e presente che rende alla perfezione i tormenti dei giovani protagonisti, apparentemente superficiali, mai futili, e l’eterna ricerca dell’amore che caratterizza la vita di ogni essere umano.

Cassonetti, infatti, è un romanzo che parla d’amore senza avanzare pretese su di esso: i sentimenti non vengono mitizzati né ammantati di cinismo, sono semplicemente raccontati nel loro eterno e immutabile divenire, con la consapevolezza che in fondo ogni storia d’amore è uguale a tutte le altre e al tempo stesso unica, irripetibile.

Mai più si guarderà il mondo come lo si guardava a vent’anni, e forse è per questo che a tratti di Cassonetti provoca una lieve vertigine, un’ineffabile e inesprimibile malinconia; è la nostalgia di chi si guarda indietro e tra le pagine riconosce qualcosa di sé, della propria esistenza e delle prime, inevitabili delusioni. Unica pecca, un lieto fine che è forse la scena meno plausibile del romanzo, ma gliela si perdona volentieri: la speranza è sempre l’ultima a morire, e sarebbe bello credere fosse così anche per l’amore…