La parabola personale del protagonista si inscrive nel cerchio della Storia: l’olocausto, il dramma della Shoah, ma anche l’America obamiana della crisi economica, smarrita eppure speranzosa.
Cinema
“A Dangerous Method” ci invita a scrutare le nostre patologie psichiche. Il paziente stavolta è lo spettatore e lo psicanalista è il regista canadese.
Se n’è parlato poco di questo Brick. Troppo poco. Fatto salvo un premio speciale della giuria al Sundance, la pellicola, scritta e diretta da Rian Johnson, è passata tutto sommato inosservata. Peccato, perché questo curioso impasto di Raymond Chandler e…
Si può essere il migliore come autista, ma la strada riserva comunque delle sorprese. Come una vicina con una vita complicata di cui innamorarsi, come una città che sembra inghiottire persone e storie. Drive è il film vincitore a Cannes…
Tratto dal romanzo “Tarantola” di Thierry Jonquet, in “La pelle che abito” il regista spagnolo mette in scena un lavoro sull’arte intesa come scienza e sulla scienza pensata come arte.
Il senso di claustrofobia è fatale, il respiro viene a mancare e il salotto si trasforma in un inferno sartriano: «l’inferno non sono gli altri, ma è l’Altro (da sé)».
L’impressione è che il cinema debba davvero molto a Graham Greene. Da Fritz Lang a Philip Noyce, da John Ford a Carol Reed, da James Cagney a Otto Preminger: sono moltissimi i registi che, dalla metà degli anni ’30 in…
