“Ice e la Corona del Virus” di Antonella Divittorio è un romanzo che intreccia cronaca recente, dimensione fantastica e percorso di formazione; ambientato durante una pandemia globale che richiama esplicitamente l’esperienza del Covid19, il libro affronta un trauma collettivo attraverso lo sguardo intimo e vulnerabile di una bambina di undici anni, Alenysja.
La madre della protagonista viene improvvisamente colpita da una grave forma di polmonite causata da un virus sconosciuto, ed è quindi ricoverata d’urgenza in terapia intensiva lasciando la piccola da sola, in quanto orfana di padre. L’angoscia domestica si fonde immediatamente con l’emergenza sanitaria che, nel giro di pochi giorni, paralizza l’intero Paese. Le sirene delle ambulanze, le notizie frammentarie dei telegiornali, l’isolamento forzato e la chiusura delle scuole compongono uno sfondo realistico e riconoscibile, che conferisce alla narrazione un forte radicamento nel presente.
Ice e la Corona del Virus
Alenysja viene affidata a due anziani amici di famiglia; è in questo contesto sospeso, tra paura e solitudine, che entra in scena Ice, un pastore maremmano dotato di un’eccezionale capacità: comprende e parla la lingua degli umani. L’elemento fantastico si innesta progressivamente in un impianto narrativo inizialmente realistico, configurandosi come una risposta simbolica a un bisogno profondo di conforto, guida e speranza. Il romanzo si struttura come un percorso di crescita e di consapevolezza: la protagonista è chiamata ad affrontare la paura della perdita – già sperimentata in passato con la morte del padre – e a confrontarsi con l’incertezza di un mondo che appare improvvisamente fragile.
L’amicizia con Ice e con il compagno di scuola Lusav diventa il motore di un’avventura che supera i confini domestici, per assumere i contorni di una missione: individuare la chiave per sconfiggere il virus. Il tema dell’amicizia costituisce l’asse portante dell’opera, diventando una forza trasformativa che consente alla protagonista di non soccombere alla disperazione. Ice rappresenta la fedeltà, l’ascolto e la presenza silenziosa, mentre Lusav incarna l’ingegno e la collaborazione; insieme, formano una piccola comunità che si oppone alla solitudine imposta dall’emergenza sanitaria.
“Ice e la Corona del Virus” si inserisce nel filone della narrativa per ragazzi che affronta temi complessi – malattia, perdita, isolamento – attraverso strumenti simbolici capaci di mediare l’impatto emotivo. La “corona” del virus, evocata già nel titolo dell’opera, richiama visivamente l’immagine microscopica del patogeno ma assume anche un valore allegorico: ciò che opprime può essere compreso e affrontato, se si possiedono coraggio e determinazione, e se si hanno al proprio fianco degli amici amorevoli. Attraverso la figura di Alenysja, Antonella Divittorio restituisce dignità narrativa all’esperienza dei più giovani durante un periodo storico complesso, offrendo un messaggio di fiducia nella forza dei legami e nella possibilità di rinascita.
Contatti
https://www.instagram.com/divi.77/

Antonella Divittorio
Casa editrice
Bookabook
Anno
2025
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
215
ISBN
979125599324





