Nel romanzo “La forza di ricominciare”, Giuseppe Conzo sceglie di tornare al 23 novembre 1980, una data che cambiò per sempre il suo destino: si tratta della notte in cui l’Irpinia tremò alle 19:34, e nulla fu più come prima. Le case crollarono, le strade diventarono polvere, le famiglie si spezzarono e intere comunità furono spazzate via. Ma tra le macerie, inaspettatamente, riuscì a nascere una speranza.
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Fin dalle prime pagine, l’autore immerge il lettore in un’Irpinia sospesa nel tempo e sede di antiche tradizioni, in cui la comunità è ancora il centro della vita sociale. Quando arriva il terremoto, però, incrina equilibri morali, espone fragilità nascoste, e porta alla luce segreti che sarebbero dovuti rimanere sepolti. Il cuore del romanzo è infatti ciò che la tragedia rende visibile: tra le tende dei campi profughi emergono storie di neonati abbandonati, di gravidanze vissute nel silenzio e nella vergogna, di madri che non sanno se riusciranno ad amare quei figli nati in mezzo al caos.
La forza di ricominciare
Marina, la levatrice, diventa la figura simbolo di una resistenza silenziosa: è una donna concreta che, con le mani sporche di polvere, continua imperterrita a far nascere vita dove tutto sembra finito. Nel romanzo si alternano momenti di forte tensione emotiva – il parto tra le macerie, il pianto di un neonato nel silenzio irreale dopo la scossa – a passaggi più intimi, in cui il dolore si trasforma lentamente in consapevolezza. Clara, Teresa, Sofia: ogni donna incarna una declinazione diversa della maternità ferita; e poi c’è Giuseppe, uno dei bambini abbandonati, la cui storia personale – come si intuisce dalla prefazione all’opera – si intreccia con quella dell’autore.
Giuseppe Conzo utilizza uno stile asciutto e scorrevole, che punta alla chiarezza e alla partecipazione attiva del lettore; è inoltre molto abile nel restituire delle immagini vivide: la terra che si squarcia, il vento che spira furioso tra le tende, il freddo che penetra nelle ossa.
Ciò che più colpisce, nel corso della narrazione, è inoltre la scelta di spostare il focus dalla distruzione alla solidarietà: l’adozione diventa un gesto di resistenza contro la morte, e ogni bambino salvato rappresenta un atto di ribellione contro il buio, richiamando costantemente alla dignità della vita, anche quando nasce nelle condizioni peggiori.
“La forza di ricominciare” è un romanzo che parla di memoria, ma senza restarne prigionieri; racconta la vergogna, il giudizio sociale, la solitudine delle donne in una società ancora severa, ma narra anche della possibilità di trasformare delle profonde ferite in opportunità di rinascita. È una storia di adozione in primis, ma è anche una storia di comunità, di ricostruzione morale prima ancora che materiale.
Contatti dell’autore
https://www.instagram.com/giuseppe.conzo/

Giuseppe Conzo
Casa editrice
Bookabook
Anno
2025
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
151
ISBN
979125599326





