Summis desiderantes affectibus

“Summis desiderantes affectibus. Desiderando, con supremo ardore…” di Emanuela Di Matteo: il risvolto oscuro del reale

«Ho raccontato la Roma che conosco, il quartiere dove ho sempre vissuto, tra Trastevere, Monteverde e Marconi, una città abitata da mostri, ovvero da prodigi, eccezioni, meraviglie. Ogni storia è, a suo modo, vera. Ma su chi sia il mostro della storia, se il normale o il deforme, non c’è sempre una risposta certa».

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Sono le intriganti parole di Emanuela Di Matteo nell’introduzione alla sua raccolta di racconti “Summis desiderantes affectibus. Desiderando, con supremo ardore…”, ambientata nella Città Eterna che diventa sede di oscuri misteri, e che viene abitata non solo da esseri umani ma anche da creature provenienti dal mito e dalle leggende folkloristiche.

Summis desiderantes affectibus – Emanuela Di Matteo

In questa Roma “parallela”, il confine tra realtà e sogno (o incubo) si incrina fino a dissolversi;

una città antica e insieme moderna in cui sacro e profano si intrecciano, popolata da figure che sembrano emergere dal buio delle cronache o dai recessi dell’inconscio: divinità, gargoyle, fantasmi, fate e fattucchiere, che si muovono più o meno indisturbati accanto a impiegati, tombaroli, assassini e madri di famiglia. Il risultato è una raccolta di storie che, pur nella varietà di temi e suggestioni, compone un affresco coerente e inquieto della condizione umana.

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Summis desiderantes affectibus

Lo stile di scrittura di Emanuela Di Matteo paga il suo tributo al realismo magico e al gotico urbano; l’autrice non si limita però a evocare il soprannaturale e a costruirci intorno delle vicende affascinanti e morbose, ma lo utilizza come lente deformante per esplorare le zone d’ombra dell’animo umano. Gli esseri mostruosi che popolano queste pagine sono infatti molto, anzi, troppo simili a noi: sempre in bilico tra la spinta alla redenzione e l’attrazione per l’abisso, e soprattutto irrimediabilmente imperfetti e fragili.

C’è molta violenza in queste pagine, ma non è mai gratuita; le crudeltà che l’autrice rappresenta – fisiche, psicologiche, morali – sono strumenti di indagine che ci ricordano quanto a volte sia sottile la linea che separa le vittime dai carnefici, e quanto facilmente la paura del diverso si tramuti in sopraffazione. Emanuela Di Matteo costringe il lettore a guardare dove solitamente distoglie lo sguardo, perché spaventato di vedere opachi e distorti riflessi di sé. Eppure, tra le crepe dell’umano possono ancora filtrare dei piccoli sprazzi di luce: nell’opera, infatti, qualcuno prova a salvarsi e a perdonare la fragilità del mondo; qualcuno riesce a comprendere l’altro e a prendersi la responsabilità di desiderare con supremo ardore senza fare del male a nessuno, e di giocare con l’oscurità di tanto in tanto ma senza farsi contaminare.

Contatti dell’autrice

https://www.instagram.com/emanueladimatteo_/

Summis desiderantes affectibus


copertina
Autore
Emanuela Di Matteo
Casa editrice
Scatole Parlanti
Anno
2025
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
230
ISBN
978883281842
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