Peter Cameron

Peter Cameron e Stephen King tra Shining e Cose che succedono la notte

Peter Cameron e Stephen King, che cos’hanno in comune questi due grandi scrittori? Apparentemente nulla. Uno massimo esponente di una letteratura thriller che guarda con passione al paranormale, l’altro forse il più popolare scrittore di narrativa inglese contemporanea, che crea storie a volte minimali scavando nei rapporti di coppia e nei legami interpersonali.

Ma nell’ultimo romanzo di Peter Cameron, Cose che succedono la notte (Adelphi), ci sono a mio avviso alcuni elementi che richiamano in maniera esplicita un grande successo letterario di Stephen King, portato anche sul grande schermo: Shining.

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Peter Camoron e Stephen King. La trama dei due romanzi

Cose che succedono la notte ha per protagonista una coppia di sposi, che in una notte fredda e gelida arriva nel Grande Nord dopo un lungo viaggio. La coppia decide di soggiornare in un grande Hotel, all’interno del quale farà la conoscenza di una serie di bizzarri personaggi. Tra fascino e mistero, l’uomo e la donna si muovono nel buio, tra stanze chiuse e un bar dove invece la luce è sempre accesa.

Shining non ha bisogno di presentazioni. Jack Torrance, sua moglie e suo figlio Danny si trasferiscono all’Overlook Hotel per la stagione invernale, visto che Jack ha trovato lavoro come custode della struttura. L’albergo è isolato e in una zona in cui le nevicate sono copiose. Proprio qui inizia un percorso nella follia che vedrà Jack e Danny protagonisti.

Hotel a confronto: contenitori di follie e misteri

Cose che succedono la notteSia nel romanzo di Peter Cameron che in quello di Stephen King, l’hotel è il grande protagonista. In entrambe i casi sono strutture misteriose, quasi macabre, che hanno un passato ricco di eventi che, scopriamo, possono incidere anche sul presente.

In entrambe i casi gli alberghi svolgono la funzione di riparo in un primo momento (proteggono prima di tutto dal clima esterno e dalla stanchezza), ma poi diventano contenitori di follie, casa di loschi individui.

L’hotel insomma modifica i personaggi e si modifica egli stesso.

In tutti e due i romanzi, poi, nell’albergo ci sono stanze chiuse in cui è impossibile entrare, e che contengono misteri e segreti inviolabili. Sono quelle parti di noi stessi che ancora non conosciamo, e che se nel romanzo di Cameron possono restare chiuse, in Shining vengono aperte perché veniamo attirati dentro, ed escono fantasmi e mostri che lasciano cicatrici.

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Il buio e l’inverno. Il clima gelido nei romanzi di Peter Cameron e Stephen King

Sia in Cose che succedono la notte che in Shining, l’inverno e il clima gelido giocano un ruolo essenziale per la narrazione. Peter Cameron ambienta il suo libro in un Grande Nord non ben specificato, in cui però sappiamo che ci sono sei mesi di luce e sei mesi di buio quasi totale. In più la neve rende difficile ogni cosa, e il tepore dell’hotel è ammaliante in questo senso.

L’Overlook Hotel di King è invece un albergo che in inverno viene completamente isolato proprio a causa della neve, che impedisce a chi vi dimora di spostarsi per l’intera stagione. Freddo e buio sono, nei due romanzi, dei protagonisti aggiuntivi, perché indirizzano le mosse dei personaggi, fanno preferire il “dentro” al “fuori”, creano quel clima di suspense che contraddistingue le due opere. Tenebre e freDdo sono simbolo di ciò che abbiamo dentro, e che pian piano si modifica.

Tra moglie e marito..segreti e crepe dei rapporti

Da sempre Peter Cameron si concentra nella descrizione di legami interpersonali e di coppia che con il tempo si modificano, si indeboliscano e si sfilacciano. Anche in questo caso l’uomo e la donna arrivano alla stazione, insieme, insieme vivono i primi momenti del soggiorno, ma poi pagina dopo pagina si allontanano, vivendo esperienze diverse e per centri versi contrastanti. Scopriamo come la donna stia lottando contro una terribile malattia, e come la ricerca di un figlio sia davvero divisiva per questa coppia. Gli anni che passano, la maternità, la sessualità, sono accentuati dal viaggio al Nord, e proprio come il ghiaccio si spacca, così il rapporto tra marito e moglie tende ad incrinarsi.

La coppia protagonista in Shining non ha certo bisogno di presentazioni. Jack ha un passato da alcolista che lo ha portato ad usare violenza su suo figlio. L’Overlook farà ripiombare Jack nella follia più totale, innescando un vortice che porterà tutti verso un finale inevitabile.

Personaggi eccentrici che popolano gli hotel

ShiningMa cosa sarebbero l’uomo e la donna di Cameron e la famiglia Torrance di King senza i personaggi secondari che popolano i rispettivi hotel? Ogni incontri nei due romanzi porta la narrazione ad un livello più alto, ad una sterzata decisa.

In Cose che succedono la notte sono tre gli incontri che fanno la differenza: una vecchia cantante che tutto ha visto, un losco uomo d’affari con un suo crudele disegno e un enigmatico guaritore. Quest’ultimo, soprattutto, sposta lo scenario dal reale all’irreale, dal tangibile alla magia, quasi al paranormale.

Un forte elemento di contatto quindi tra i due romanzi, visto che in Shining quasi tutti i personaggi secondari provengono da un mondo “altro”, spesso maligno. La vecchia nella stanza 217, le gemelle lungo il corridoio, il barman Mr. Grady sono tutti punti di svolta per la struttura narrativa.

Per non parlare poi del cuoco Halloran, il primo a stabilire un contatto con la “luccicanza” del piccolo Danny.

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Il bar come cuore pulsante dell’hotel

Nell’hotel di Cose che succedono la notte c’è una sola stanza che rimane sempre illuminata e pronta per accogliere i clienti: il bar. Qui si incontrano gli ospiti, si conoscono, progettano e si raccontano le loro storie. Questo è il luogo che, più di altri, Peter Cameron popola di una “fauna” umana diversissima e coloratissima, fatta di personaggi eccentrici, loschi individui, affascinanti figure che possono diventare pericolose o far svoltare la storia verso strade positive. Il bar è il luogo in cui l’uomo e la donna sono al centro della socialità, centro nevralgico di ogni cosa, l’unica luce che resta sempre accesa in un eterno contrasto col buio intorno.

E il bar è anche il cuore pulsante in Shining. Proprio questo spazio, infatti, si anima pian piano di ospiti, musica e feste, seguendo l’avanzare della pazzia di Jack. Il bar dell’Overlook Hotel è un collegamento tra passato e presente, tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il luogo in cui la pazzia dell’uomo si alimenta, in cui le tentazioni si manifestano. A differenza del bar di Peter Cameron, quello di Stephen King è luogo di sola perdizione.

Cose che succedono la notte e Shining, quindi, sono storie che si fondano sul confronto/scontro fra buio e luce, tra gelo e calore, tra interno ed esterno. Pian piano che la narrazione va avanti, scopriamo i lati oscuri e nascosti di ogni personaggio, i quali a loro volta scoprono parti sconosciute di loro stessi.

In questo percorso di formazione di una nuova identità, giocano un ruolo cruciale, in entrambe le opere, l’hotel, il clima, i personaggi secondari che popolano le stanze e il bar. Ogni elemento contribuisce a creare o a svelare un mistero, e a rendere più esplicito quel parallelismo e quella simmetria tra ciò che siamo e ciò che abbiamo intorno.

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Donato Bevilacqua

diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.