Marta Zura-Puntaroni – Noi non abbiamo colpa

Il secondo romanzo di Marta Zura-Puntaroni, Noi non abbiamo colpa, è una storia che si dipana sui sentieri del ritorno, della memoria, e dell’attaccamento alla propria terra.

Un grandissimo senso di umanità pervade tutto il libro, sia nel bene che nel male. Marta Zura-Puntaroni indaga i legami familiari, il passato, la malattia e le speranze per il futuro.

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La trama

Marta fa ritorno nelle Marche, nel paese caldo e confortevole, tra le amiche di sempre, il bosco, le storie della quotidianità e i personaggi che attraversano le generazioni.

La grande novità sono le badanti straniere, quelle che cambiano di continuo, che “stanno dietro” alla nonna malata di Alzheimer. Un lavoro duro, proprio come duro è il carattere della nonna.

Allora Marta diventa a sua volta una specie di badante, ritorna al suo paese per aiutare la madre a gestire la situazione, ad affrontare una realtà che sembra capovolta. Ciò che si trova ad affrontare è una malattia che consuma giorno dopo giorno, che toglie l’umanità, ti fa dimenticare chi eri prima e chi ti sta intorno.

Inizia così un percorso in cui Marta cerca dignità nelle persone intorno, nell’umanità che vive, che ama e che soffre. Ritornare vuol dire anche ricordare insieme a sua madre le storie di famiglia, riappropriarsi del passato che sua nonna non ha più e della speranza per il futuro.

Il nuovo romanzo di Marta-Zura Puntaroni – La recensione

I legami familiari indissolubili, nel bene e nel male, i ricordi lungo il filo della memoria, l’umanità unica della provincia. Sono questi gli elementi principali su cui Marta Zura-Puntaroni costruisce il suo nuovo romanzo.

Noi non abbiamo colpa (minimum fax) è un bellissimo concentrato di domande che sono all’opposto tra loro: meglio le radici o le ali? Meglio il distacco da ogni cosa o il legame fortissimo?

In un eterno confronto tra vecchiaia e giovinezza, che in questa storia però si fa delicatissimo e umanissimo, Marta Zura-Puntaroni ricerca se stessa nella storia della sua famiglia, quasi si dovesse fare custode di quei frammenti che se ne stanno andando assieme alla memoria della nonna.

La malattia è anche questo, fa da spartiacque tra la vita di una volta e la vita di adesso. Ancor di più in una terra che ha in sé le ferite indelebili del sisma. Ma la storia è una cosa che non riusciamo a controllare. Noi non abbiamo colpa dice Marta, né di ciò che è la nostra famiglia né della malattia.

E quando si tratta di progettare il futuro, c’è ancora una scelta da compiere: scomparire o raccontare tutto? Andarsene prima o arrivare fino in fondo ad ogni storia? Nessuno è pronto, ci ricorda l’autrice, ad affrontare il dolore, la malattia, forse nemmeno il proprio passato. Occorre però saper attraversare la vita che ci spetta o che ci capita, nella certezza che non abbiamo colpa, ma nella consapevolezza che possiamo scegliere da quale parte stare

copertina
Autore
Marta Zura-Puntaroni
Casa editrice
Minimum Fax
Anno
2020
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
190
ISBN
9788833891613
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Donato Bevilacqua

diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.