I predatori

I predatori. La prima opera di Piero Castellitto

Dopo il premio in Orizzonti a Venezia 77, Pietro Castellitto (figlio di Sergio e Margaret Mazzantini) arriva al cinema con I predatori, suo esordio alla regia. Il film viene premiato per la sceneggiatura.

È proprio nella scrittura la vitalità della storia raccontata ne I predatori, dove si raccoglie l’humus di mondi diversi che convergono e si confrontano, si scontrano, divertendo e intrigando lo spettatore.

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La trama

Federico Pavone, interpretato dallo stesso Castellitto è un rampollo di una famiglia alto borghese intellettuale, con un padre chirurgo e una madre regista.

Egli rappresenta un giovane dottorando di filosofia che affianca il suo professore con una passione “esplosiva” verso Nietzsche. Durante il progetto per la riesumazione della salma del filosofo tedesco, Federico viene escluso.

Questo rifiuto porterà il giovane dottorando ad una meditata vendetta conducendolo dentro a rocambolesche situazioni intrecciando persino i traffici d’armi dei Visamari, un gruppo di estrema destra.

I predatori – La recensione

Borghesia sinistrorsa (Pavone) e proletari (fascisti – Vismara) si incrociano e si contrappongono in una inconsapevolezza, quasi innocente. Nella lotta di classe presentata da Castellitto non ci si ascolta, ma ci si urla addosso, ci si scompone.

I predatori con bravura e originalità mescola storie diverse, quasi assurde e sguardi contemporanei sul futuro e presente, raffinando note scollegate in un ritmo corale. I personaggi che il regista partorisce raccoglie medici, professori universitari, traffichini, criminali, burini di provincia riuniti in una esilarante performance che contiene un cast variegato a partire da Massimo Popolizio e Manuela Mandracchia, la prima apparizione di Giorgio Montanini, Dario Cassini e lo stesso Pietro Castellitto che rappresenta il suo personaggio in un ibrido tra Charlotte e una contro-figura di spionaggio.

Prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango con Rai Cinema, la prima opera di Castellitto è un gesto del dito medio lanciato nei confronti di una società contemporanea, oramai quasi disarmata, disattenta, violenta e persino isterica. La pellicola I predatori ritrae in maniera surreale (iperreale) il quotidiano innaffiandolo di personaggi e storie, restituendo così allo spettatore un po’ di sana ironia, quell’ironia e quel sorriso salvifico, prima che la sala si appresti nuovamente ad abbassare le saracinesche per un nuovo mini lock-down che ci porterà lontano, ancora una volta, dal cinema e dall’impossibilità di tornare ad immaginare. Predatori e predati.

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Giorgio Cipolletta

diGiorgio Cipolletta

Artista e perfomer italiano, studioso di estetica dei nuovi media. Dopo una laurea in Editoria e comunicazione multimediale, nel 2012 ho conseguito un dottorato di ricerca in Teoria dell’Informazione e della Comunicazione. Attualmente sono professore a contratto per corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali presso Unimc. La mia prima pubblicazione è una raccolta di poesie “L’ombra che resta dietro di noi”, per la quale ho ricevuto diversi riconoscimenti in Italia. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo saggio Passages metrocorporei. Il corpo-dispositivo per un’estetica della transizione, eum, Macerata. Attualmente sono vicepresidente di CrASh e collaboro con diverse testate editoriali italiane e straniere. Amo leggere, cucinare e viaggiare in modo “indisiciplinato” e sempre alla ricerca del dono dell'ubiquità.