Raymond Chandler

Raymond Chandler: il realismo nel romanzo giallo

Raymond Chandler è uno dei padri del moderno romanzo giallo. In vita sua ha passato momenti felici, ma anche crisi esistenziali ed economiche.

Nel 1939 Raymond Chandler pubblica Il grande sonno, il suo primo successo. Il libro gli spalanca le porte di Hollywood, dove lavora anche come sceneggiatore.

Fin da subito però Chandler è critico con il romanzo giallo tradizionale, al quale imputa una mancanza importante di realismo. Ecco dunque che dalla sua penna nascono opere originali, accattivanti, efficaci soprattutto per l’uso massiccio del discorso diretto. Il giallo e il noir entrano quindi in una fase nuova.

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Raymond Chandler – I personaggi e lo stile

Il grande sonnoLa narrativa hard boiled ha quindi in Raymond Chandler il suo massimo esponente. Il personaggio più famoso diventa l’investigatore Philip Marlowe, onesto, riflessivo ma anche tormentato, che poi il grande schermo rese ancor più famoso grazie alle interpretazioni di Humphrey Bogart.

Dell’investigatore Chandler ci fa entrare in contatto anche con il lato umano, che spesso non è puro e limpido. Marlowe è un individuo complesso, colto sì ma con pochi amici, dai forti principi morali ma molto sentimentale. In questo senso il realismo del romanzo giallo di Chandler crea un legame tra buoni e cattivi, tra bene e male.

Tra romanzi brevi e racconti, il genere del giallo investigativo e del noir viene quindi riscritto da Raymond Chandler, che nelle sue opere descrive in maniera evocativa la Los Angeles del XX secolo, immortalandola sempre attraverso luoghi reali. La bellezza dei dialoghi nei suoi romanzi hanno reso questo autore tra i più amati anche dagli sceneggiatori.

 

 

Il grande sonno e Il lungo addio

Il lungo addioCome detto il maggior successo di Raymond Chandler è di sicuro il suo primo romanzo, Il grande sonno. “Stavolta Marlowe deve riportare le lancet­te all’anno in cui tutto è cominciato, il 1939, e al luogo da cui tutto il resto ha trat­to origine: questo romanzo. E per fortuna tutto fa pensare che ci riuscirà – o che fal­lirà magnificamente, come solo lui avreb­be potuto”. (LEGGI LA RECENSIONE)

Il più tragico dei romanzi di Chandler è forse Il lungo addio (1953), altro capolavoro. “Quando Philip Marlowe, l’investigatore privato ideale di Raymond Chandler, vede per la prima volta Terry Lennox ubriaco in una Rolls Royce fuori serie di fronte alla terrazza del ‘Dancers’ non sa ancora quale influenza avrà sul suo destino. Lo sorregge tra le sue braccia, comunque, dopo che la donna che lo accompagnava ha tagliato la corda con la Rolls, accennando a un appuntamento irrecusabile, e cerca di tenerlo su in tutte le maniere, non solo fisicamente. Così si lega a Terry in una tormentosa successione di eventi pericolosi. L’amicizia virile, movimento classico del romanzo di avventura, è qui celebrata quasi oltre ogni limite”.

 

 

Gli altri successi di Raymond Chandler

Finestra sul vuotoNel 1940 scrive Addio, mia amata, da cui sono stati tratti anche i film “L’ombra del passato” (1944), interpretato da Dick Powell, e “Marlowe, il poliziotto privato” (1975), con Robert Mitchum e Charlotte Rampling. “Sullo sfondo di una California ricca e corrotta, pullulante anche di miserabili in attesa del colpo grosso, Philiph Marlowe viene sguinzagliato sulle tracce di un marito scomparso. Si imbatte in un ex carcerato, uscito di galera dopo otto anni di detenzione, e da lui viene incaricato di trovare la sua donna, anche lei scomparsa. Ne nasce una vicenda a tinte forti, condita di ricatti e violenza, lusso e una lunga catena di delitti. Un autentico capolavoro del genere ‘hard boiled'”.

Ancora un altro caso per Marlowe e per Raymond Chandler in Finestra sul vuoto. L’investigatore è l’antieroe alla ricerca della verità che si muove tra i relitti della società. “Elizabeth Murdoch, una vedova autoritaria e cinica che vive in una fastosa e opprimente dimora di Pasadena, incarica Philip Marlowe dell’inchiesta sulla sparizione di un gioiello numismatico, il “doblone Brasher”, misteriosamente sottratto dalla collezione del suo giovane defunto marito. In un’incessante alternarsi di scenari diversi, l’intervento del detective innesca una serie di inesplicabili omicidi”.

La signora nel lago è il libro da cui è stato tratto anche il film Una donna nel lago (1947), interpretato da Robert Montgomery. Un racconto sulle conseguenze di una passione fatale. “Philip Marlowe, il leggendario investigatore privato, viene assunto da un industriale preoccupato per la scomparsa della moglie e si ritrova ben presto un cadavere tra le mani: non si tratta tuttavia della donna che cerca, ma della moglie di Bill, il custode della casa al lago del suo facoltoso cliente. C’è un nesso o è semplice casualità? Presto i cadaveri diventano due, quando viene ucciso l’uomo che Marlowe stava per interrogare. Il grande detective riuscirà comunque a ricomporre i pezzi dell’intricato mosaico, non prima di aver fatto tappa tra le sbarre di una prigione e incrociato il proprio destino a quello di mariti infedeli, infermiere compiacenti e poliziotti corrotti”.

Chiudiamo questa carrellata di romanzi di Raymond Chandler con La sorellina. “Una ragazzina di provincia in cerca del fratello scomparso fra le strade polverose di Bay City si rivolge a Philip Marlowe, l’ultimo degli investigatori privati vecchio stampo. Che fine ha fatto il giovane Orrin, sperduto nell’ambiguo mondo di Hollywood? E quanto sono legati a questa sparizione i cadaveri che si accumulano sul cammino di Marlowe, martoriati da uno scalpello da ghiaccio? Nel potente affresco di un’America leggendaria, tutta sesso, soldi e solitudine, fra donne dalle lunghissime unghie laccate, alcolizzati tremebondi e senza scrupoli e lestofanti di quart’ordine, si avvicendano personaggi indimenticabili: dal medico radiato dall’albo e pronto ad assecondare le fughe di un’esclusiva clientela in paradisi artificiali, alle due attrici che la celebrità ha sprofondato nei vortici della corruzione e del ricatto, al temibile gangster che tutto controlla nell’ombra. E Philip Marlowe, naturalmente”.

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Donato Bevilacqua

diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.