James Joyce

James Joyce: l’Ulisse ritorna in libreria

L’Ulisse di James Joyce ritorna in libreria in una nuova versione per La Nave di Teseo. La traduzione è di Mario Biondi e il volume è pubblicato nella collana Oceani.

Un evento letterario e editoriale. A sessant’anni dalla prima edizione italiana dell’Ulisse, una nuova traduzione integrale d’autore, basata sull’edizione “1922” degli Oxford World Classics e arricchita da un apparato di note indispensabile per comprendere appieno la ricchezza della scrittura.

Il capolavoro di James Joyce torna in libreria in una versione rivoluzionaria per rigore e freschezza della lingua. Quest’anno il Bloomsday avrà tutta un’altra voce.

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Ulisse. Il capolavoro di James Joyce

James Joyce“È il 16 giugno del 1904, Stephen Dedalus e Leopold Bloom vivono entrambi a Dublino. Diversi dalla gente che li circonda, si distinguono perché sono, ciascuno secondo le proprie capacità, due avventurieri dell’intelletto – Dedalus, il poeta e filosofo, capace di belle immagini e astruse speculazioni e Bloom, procacciatore di pubblicità, dai mezzi più rudimentali.

Alla sera, Bloom e Dedalus finiscono nella stessa lite tra ubriachi e Dedalus viene messo ko da un soldato inglese. Si chiarisce così il loro rapporto. Bloom pensa malinconicamente che Stephen rappresenti quello che suo figlio avrebbe dovuto essere e Stephen, che disprezza il proprio genitore – un amabile perdigiorno –, trova una sorta di padre spirituale in questo simpatico ebreo, che, per quanto mediocre, possiede almeno la dignità dell’intelligenza. Non sono forse, in virtù del fatto che pensano e immaginano, due fuorilegge nel loro mondo? Raccontata nel modo più diretto possibile, questa è la storia dell’Ulisse.”

 

 

 

Hanno detto sull’Ulisse

“Ulisse sopravvive come un termine d’arrivo della grande tradizione romantica, come l’ultimo romanzo ‘ben fatto’, l’ultimo grande teatro in cui figure umane, eventi storici e tutta una società si muovono in piena azione.” Umberto Eco

“Ritengo che questo libro sia la più importante espressione che il tempo presente abbia trovato; è un libro a cui noi tutti dobbiamo qualcosa, e da cui nessuno di noi può prescindere.” T. S. Eliot

“Un’opera d’arte divina, il più grande capolavoro della narrativa del Novecento.” Vladimir Nabokov

“Il mio progetto di tradurre l’Ulisse di James Joyce, avventurosamente e presuntuosamente avviato agli inizi degli anni Settanta, si era dovuto arenare al primo centinaio di pagine o giù di lì. Anzitutto, per campare dovevo tradurre quello che mi commissionavano gli editori, ma soprattutto l’Ulisse era troppo difficile. Dopo aver ripreso più volte in mano il progetto negli anni Ottanta e Novanta, nel Duemila avanzato – essendomi lasciato 71 traduzioni e con esse “un grande avvenire dietro le spalle” – ho creduto di potermi finalmente sentire adeguato al compito, quindi eccolo qui. È un testo di grandissimo fascino, in larga misura anche proprio per le sue oscurità volute o indotte, i suoi giochi di parole, le sue onomaturgie.” Mario Biondi