il censimento dei radical chic

Giacomo Papi – Il censimento dei radical chic

Libro di narrativa distopica di disarmante attualità, Il censimento dei radical chic (Feltrinelli) è il racconto spietato e lucido di un’Italia dominata dall’avversione per la cultura e per gli intellettuali.

Meglio ancora, come specifica il finto editore nel colophon: I fatti narrati in questo libro accadranno. E davvero il lettore scoprirà che alcuni fatti stanno accadendo realmente, proprio mentre legge – c’è in questo romanzo qualcosa di tanto lungimirante da sembrare  quasi diabolico. Giacomo Papi crea in modo assolutamente geniale un vero e proprio libro nel libro; il testo è interrotto continuamente da rimandi alle note, postille, cancellazioni, correzioni, specificazioni, firme, timbri pesanti come la cavillosa burocrazia: si tratta del prolisso lavoro di correzione svolto da un Funzionario Redattore sotto la sovraintendenza di un Funzionario Redattore Capo, secondo i dettami  dell’Autorità Garante per la Semplificazione della Lingua Italiana. Un libro, per essere pubblicato, non deve infatti contenere parole difficili, secondo il DL 17/6, n. 1728. Il popolo deve poter capire tutto. La complessità è considerata elitaria ed antidemocratica, umiliante per chi non conosce sinonimi*.

Le vicende si svolgono in un’Italia dominata dalla figura del Primo Ministro degli Interni, un uomo che un tempo fu colto ma che al momento si preoccupa solo di avere il potere, come racconta lui stesso a sua madre, che non lo riconosce più:
“Sembra che ti impegni a sembrare ignorante. Che cosa ti è successo?”
“Mi piace comandare, mamma.”
“E per comandare l’intelligenza non serve?”
“Soltanto se la tieni nascosta.”

Gli intellettuali vengono barbaramente uccisi, dopo aver subito un linciaggio mediatico di massa, in particolare nei talk-show televisivi e sui social network online, con commenti rabbiosi e minacciosi. Viene perfino imbastita una lista di nomi di intellettuali, da cui il titolo Il censimento dei radical chic.

A spezzare questo sguardo univoco ed alterato sulla realtà, ci pensa la figlia di una delle vittime, Olivia, la quale vive a Londra e quando rientra in Italia trova un paese diverso, cambiato, a tratti incomprensibile.

Giacomo Papi con Il censimento dei radical chic ci regala un romanzo piacevolissimo e che si legge tutto d’un fiato. Un libro da leggere e rileggere, pieno di verità profondissime sulla cultura e sui pericoli connessi ad un linguaggio (ad un pensiero) sempre più povero e semplificato. Verità complesse, spiegate però in modo così semplice da sembrare paradossale: che l’autore non ci consideri, a sua volta, un popolo da ri-educare?

*Lasciatemi qui dire una cosa che mi è davvero accaduta un paio di mesi fa, quando il libro di Giacomo Papi era già stato pubblicato da tempo: vi ricordate la parola ineluttabile pronunciata da Thanos nel film Avengers? Fu la parola più cercata dagli italiani su Google. Se ne parlò per giorni. I social network impazzirono e se qualcuno osava commentare che in realtà si tratta di un sinonimo piuttosto comune di inevitabile, come io ho osato fare, si ricevevano insulti del tipo non fare il fenomeno, tiratela di meno, adesso tutti professoroni, allora facci un esempio di una frase con questa parola.

copertina
Autore
Giacomo Papi
Casa editrice
Feltrinelli
Anno
2018
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
141
ISBN
9788807033353
Marta Lilliù

diMarta Lilliù

Sono nata ad Ancona nel 1985 e sono cresciuta ad Osimo. Sono laureata in Lettere (Università degli Studi di Macerata) con una tesi in Storia Moderna sulle Suppliche del XVIII sec. dell’Archivio Storico di Osimo. Sono diplomata in Pianoforte e in Clavicembalo (Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro).
Dal 2012 abito e lavoro in Liguria, dove ho approfondito l’ambito della didattica musicale (abilitandomi all’insegnamento del Pianoforte presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova) e della didattica speciale, cioè rivolta al Sostegno didattico ad alunni con disabilità (Università degli Studi di Genova). Ho vissuto a Chiavari e Genova. Attualmente vivo a Sestri Levante, dove annualmente si svolgono il Riviera International Film Festival e il Festival Andersen.
Sono docente di Pianoforte a tempo indeterminato a Levanto, Monterosso e Deiva Marina.
Abbandono talvolta la Liguria per muovermi tra le Marche e Londra, città in cui ricopro ufficialmente il ruolo di...zia!