Lezioni di letteratura: l’indagine poliziesca di Vladimir Nabokov e l’arte della vita

Nel consueto breviario sul Domenicale del Sole 24 del 20 gennaio 2019, Gianfranco Ravasi scrive: «La letteratura dei classici e dei sapienti di ogni civiltà crea proprio questa sorpresa: è la scoperta della modernità perché il loro pensiero temporale che coglie in profondità i segreti costanti dell’anima umana, nel bene e nel male. Per questo non sanno i giovani cosa perdono i giovani che hanno smarrito – forse anche per colpa di una educazione scolastica pedante – il fascino della letteratura dei grandi capolavori».

Riprendendo queste parole e questo invito, non si può che consigliare Lezioni di letteratura di Vladimir Nabokov, riedito da Adelphi nel 2018, dopo la prima edizione di Garzanti del 1992.  Lo scrittore russo diviene celebre per il romanzo Lolita trasposto magistralmente al cinema dal maestro Stanley Kubrick nel 1962. Laureatosi a Cambridge, fece dell’Europa la sua casa, vivendo prima in Francia e poi in Germania. Tra farfalle, insegnante di inglese e di francese, appassionato di pugilato e di tennis e anche bravo portiere di calcio, nel 1940 si trasferisce negli Stati Uniti.

Tra l’attività di entomologo e professore universitario nasce Lezioni di letteratura. Nabokov era un docente severo, vietava di parlare, fumare, lavorare a maglia, leggere il giornale, dormire, e precludeva qualsiasi contatto con gli studenti che al massimo rigurgitavano qualche pezzetto del suo cervello agli esami, queste sono alcune parole che vengono recuperate nell’introduzione di John Updike. Le Lezioni di letteratura qui raccolte, curate da Fredson Bowers e tradotte da Franca Pece, costituiscono il programma svolto da Nabokov a Wellesley e alla Cornell, con l’aggiunta di quattro lezioni preparate per occasioni particolari.

Nelle sue Lezioni di letteratura, Nabokov cercava di donare ai suoi studenti combinazioni particolari attraverso le quali scoccavano una scintilla sensoriale, senza la quale, secondo lo scrittore russo, il libro sarebbe morto. Viaggiando attraverso l’occhio attento di Nabokov troviamo anche i suoi appunti e schizzi nei diversi capitoli dedicati all’Ulisse di Joyce, imprescindibile senza le cartine di Dublino e gli itinerari intrecciati di Bloom e di Stephen. Unica inoltre è la fantasia entomologica di Nakobov che da bravo amante degli insetti si esercita a disegnare il coleottero bruno e a compiere degli schizzi della stanza dei Samsa e ci fa entrare direttamente nella Metamorfosi di Kafka. Nabokov trasforma lo scrittore francese della Recherche (Alla ricerca del tempo perduto), Marcel Proust in un prisma dove le rifrazioni prodotte creano un mondo in prospettiva. Affrontando nel primo volume, Dalla parte di Swann, lo scrittore francese viene descritto da Nabokov come uno Sherlock Holmes, straordinario nel raccogliere accenni di gesti e frammenti di chiacchiere. Proust con magia fa coincidere la realtà in un tempo perduto-ritrovato. Questo rapporto tra sensazioni e ricordi, come l’intervento della memoria involontaria che tutti abbiamo conosciuto attraverso l’episodio della madelaine, ci circonda simultaneamente. A godere perfettamente del sapore di buon vino maturo invece bisogna recuperare la storia di Stevenson con il suo Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr Hide.

Vladimir Nabokov

Nabokov ci invita a costruirne esattamente nella mente la facciata della casa dove si compiono le azioni, in un racconto di paura e un buon fenomeno di stile, tra bene e male. Ci si affascina anche della più romantica favola, quella di Flaubert con Madame Bovary, un libro che vive più a lungo di una giovane donna. Seduti a tavola di fronte ad un bicchiere colmo di porto ambrato abbracciamo Charles Dickens e la sua Casa desolata, dove il lettore-studioso non deve far altro che rilassarsi, lasciando che sia la spina dorsale a prendere il sopravvento, venerando il suo fremito. Infine, partendo proprio da Jane Austen attraverso il labirinto dei larici di Mansfield Park, si aprono Lezioni di letteratura di Nakobov. Lo scrittore russo ci invita ad accettare le convenzioni, le regole, l’incantevole finzione, opera di una signora e il gioco di una bambina, da dove esce uno squisito ricamo artistico e una stupenda genialità.

Il professore Nabokov descrive, il suo corso come una sorta di indagine poliziesca sul mistero delle strutture letterarie. Il detective-studioso, quale è lo scrittore russo, possiede sia una passione clinica e bruciante per il dettaglio e il particolare che una fame linguistica, ricostruendo spazi, luoghi e tempi. L’occhio del lettore deve essere disposto a penetrare nella magia della favola che supera l’immaginazione relativamente modesta a favore di una immaginazione impersonale e un godimento artistico. Nakobov come un funambolo cerca ti mantenere quell’equilibrio precario e intenso tra la mente del lettore e quella dello scrittore. Ciò che descrive il temperamento migliore per un lettore è la combinazione tra temperamento artistico e scientifico, mentre il grande scrittore riunisce le qualità di affabulatore, maestro e incantatore, ma solo l’ultima tra queste caratteristiche ne fa un grande scrittore. Ci ricorda Nabokov che non dovremmo mai dimenticare che l’opera d’arte è sempre creazione di un mondo nuovo e occorre studiarlo in maniera approfondita prima di connetterlo con gli altri già conosciuti. Quindi se non siamo in grado di gustare quel brivido che corre lungo la nostra colonna vertebrale, dove prosegue il nostro cervello, e di conseguenza digerire amorevolmente la letteratura, allora lasciamo perdere tutto e dedichiamoci ai fumetti, alla televisione e ai club del libro. Nabokov, in Lezioni di letteratura, ci fa scoprire che per divenire scrittori felici bisogna prima di tutto essere dei lettori felici, e osserveremo l’artista costruire il castello di carte e vedere trasformarsi in un castello di acciaio e vetro.

Come ci ricorda Calvino, per poter leggere i classici si deve pur stabilire «da dove» li stai leggendo, altrimenti sia il libro che il lettore si perdono in una nuvola senza tempo. Ecco dunque che il massimo rendimento della lettura dei classici si ha da parte di chi ad essa sa alternare con sapiente dosaggio la lettura d’attualità. Nabokov ci di-svela con bellezza i meccanismi di questi giocattoli meravigliosi che sono i capolavori della letteratura, facendoci fremere, esaltare, per poi gustare in qualche modo i frutti rari e maturi dell’arte che il pensiero umano ha da offrire e un senso di appagamento nel tessuto interiore della vita.

 

Casa editrice: Adelphi
Data di uscita: 2 ottobre 2018
Genere: Saggistica
Formato
: Brossura, Illustrato
Pagine: 526
Traduttore: Franca Pece
Isbn: 9788845932922

Giorgio Cipolletta

diGiorgio Cipolletta

Artista e perfomer italiano, studioso di estetica dei nuovi media. Dopo una laurea in Editoria e comunicazione multimediale, nel 2012 ho conseguito un dottorato di ricerca in Teoria dell’Informazione e della Comunicazione. Attualmente sono professore a contratto per corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali presso Unimc. La mia prima pubblicazione è una raccolta di poesie “L’ombra che resta dietro di noi”, per la quale ho ricevuto diversi riconoscimenti in Italia. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo saggio Passages metrocorporei. Il corpo-dispositivo per un’estetica della transizione, eum, Macerata. Attualmente sono vicepresidente di CrASh e collaboro con diverse testate editoriali italiane e straniere. Amo leggere, cucinare e viaggiare in modo “indisiciplinato” e sempre alla ricerca del dono dell'ubiquità.