Tre nuove uscite per la collana di poesia Marcos y Marcos

Marcos y Marcos inizia il nuovo anno con tre raccolte poetiche che pubblicate nella collana Le Ali. Fabrizio Bajec, Antoine Emaz e Luigi Di Ruscio.

La collaborazione
di FABRIZIO BAJEC
Le Ali, 112 pagine, 20,00 euro
“Un libro aspro, tragico e necessario, tutto calato nel presente del lavoro e della civile o incivile convivenza, dove ‘Non è la vita in sé ad essere sconcia / ma la sua organizzazione sociale selvaggia’. (…)
Raccolta politica, nel senso più alto e coraggioso”.

 

 

 

 

 

Sulla punta della lingua
di ANTOINE EMAZ
traduzione e cura di Fabio Pusterla
Gli Alianti, 192 pagine, 18,00 euro
“Oltre a questo, una vita ordinaria, tra il non facile e il non impossibile, come tutti. Non so cos’altro dire di utile, o illuminante, intorno, sopra o sotto alle poesie. Se la poesia è intrisa di circostanze, scrivere serve a pulire quanto è necessario perché diventi un’interfaccia, non uno specchio. Ecco perché mi dà sempre fastidio dover alimentare il mulino biografico. C’è una cosa, tuttavia: rivendico il diritto alla contraddizione, al rischio, al tentativo, persino al fallimento.
La poesia per me non è un esercizio riuscito quando i vincoli o le procedure sono stati rispettati, è ogni volta l’invenzione di una scrittura vivente, tensione del linguaggio contro ciò che ci rende muti”.

 

 

Poesie scelte (1953-2010)
di LUIGI DI RUSCIO
a cura di Massimo Gezzi
prefazione di Massimo Raffaeli
Le Ali, 320 pagine, 20 euro
“Nato a Fermo nel 1930, al tempo della dominazione fascista e in un ghetto di sottoproletari, alunno indocile che non andrà oltre la quinta elementare, monello sbandato, comunista con evidenti venature anarchiche, poi ragazzo di mille mestieri, infine nel ’57 migrante a Oslo dove per quarant’anni lavorerà alla catena di montaggio di una fabbrica metallurgica (…) Per lui, chiedersi come un uomo diventi un uomo equivale a chiedersi come e perché un uomo diventi un poeta. E infatti Luigi Di Ruscio non è stato né un poeta operaio né un operaio poeta ma, più semplicemente, qualcuno che ha saputo tradurre con i mezzi della poesia la condizione operaia nella condizione umana tout court”.