Il reggae, ritmo del cuore, è patrimonio dell’umanità Unesco

Il reggae, la musica in levare, lo stesso ritmo con cui batte il cuore, la sonorità che ha diffuso nel mondo le vibrazioni positive attraverso la voce del suo vate Bob Marley, è stato riconosciuto dall’Unesco “patrimonio universale dell’umanità”.

La motivazione è legata alla forza di quella musica, il reggae, e al contributo che essa ha dato alla presa di coscienza internazionale “sulle questioni di ingiustizia, resistenza, amore e umanità”. E più che al reggae in generale, il riconoscimento va al roots reggae, le cui anima è costituita e caratterizzata nei testi dalle tematiche della religione rastafari.

E proprio sui testi e sulle musiche di Bob Marley, il rasta per eccellenza, quella musica è diventata uno stile senza confini, determinato da una riconoscibilità immediata, sin dalle prime battute. E’ diventata simbolo della protesta e del riscatto. Non ha mai perso la sua identità, pur se con leggerezza è stato a volte abbinato a divertimento, sole, ritmo da ballare.

Il reggae cambia e subisce modifiche, ma il roots non perde mai la sua anima. Ha avuto tanti interpreti, ma uno solo è stato e rimane l’unico e impareggiabile “reggaeman.

Steve Fortunato

diSteve Fortunato

Piemontese di origine e milanese d’adozione. Imprenditore da sempre, ha sfogato principalmente nel marketing e nella comunicazione la creatività e il desiderio di nuovi orizzonti e di nuove sfide. Razionale e impulsivo, istintivo e sensibile. Racconta vicende e persone con una visione nichilista e un linguaggio crudo, duro, scarno a volte, che però sa cedere a momenti delicati, di sottile nostalgia.