Laura Pugno continua a muoversi nello spazio al confine tra più mondi. È successo con La ragazza selvaggia e in Sirene, quando l’autrice scandagliava il confine tra umano e naturale, e succede oggi con La metà di bosco, ultimo romanzo edito da Marsilio.
Il confine che cerca ogni volta di toccare Laura Pugno è una frontiera che è fatta di tante cose, a cominciare dal fatto che nella storia di ogni personaggio c’è una sorta di “linea” da superare, sia nella vita personale che negli eventi che capitano. La metà di bosco è l’ennesimo esempio di quelle che potremmo definire “storie al limite”.
Simone Calvi è un medico dell’Università del Sonno, che guarda caso soffre di insonnia e si trasferisce per un periodo in Grecia, nell’isola di Haiki. Deve ritrovare se stesso e distaccarsi dal ricordo di sua moglie e sua figlia, ormai uscite dalla sua vita. Qui Laura Pugno dà una sferzata alla storia, perché negli stessi giorni, in quell’isola, Cora viene ritrovata sulla spiaggia uccisa da un colpo d’arma da fuoco.
La metà di bosco allora si trasforma pian piano da cronaca a racconto, fino a diventare una sorta di viaggio intimo nella vita di Simone e nel suo dolore. Un percorso di iniziazione all’elaborazione del lutto. E tutto questo avviene secondo quello stile inconfondibile di spinta al limite e al confine che caratterizza Laura Pungo: ogni cosa in questo romanzo si muove tra dolore e calma, tra disperazione e immobilità.
Non è un giallo La metà di bosco; è un romanzo delicato sul dolore, sulla perdita e sull’accettazione. Una storia lucida e surreale al tempo stesso, piacevolmente ingombrante.
Laura Pugno
Casa editrice
Marsilio
Anno
2018
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
120
ISBN
9788831710435