Laura Pugno – La ragazza selvaggia

Inizia dal centro fosco e misterioso di un bosco questo libro, e lì termina, come da dentro un caldo ventre materno, dove tutto ha inizio. La ragazza selvaggia di Laura Pugno è la storia di due sorelle gemelle legate, come tutti i gemelli, da un filo sottile che raccoglie e tiene stretto, oltre alle loro, altre vite, altre storie, altre creature. Le une intrecciate alle altre, sole, in un disperata ricerca della propria strada, di quella futura, insieme a quella che si sono lasciate alle spalle.

La vita di queste due sorelle, che in verità compaiono ai margini anche se reggono la vicenda, è intrecciata a quella di Tessa, la vera protagonista di questa storia. Tessa è una giovane che si occupa di mantenere vivo il progetto di convertire Stellaria, la sua città natale, in una riserva naturale, per studiarne la flora e la fauna. Il capo di questo progetto, Giorgio Held, è il padre delle gemelle che ha adottato, Dasha e Nina, la prima scomparsa in quello stesso bosco, dove Tessa vive, e la seconda entrata in coma in seguito a un incidente qualche anno dopo. Quando Tessa, dopo una delle sue quotidiane passeggiate nel bosco, ritroverà Dasha, creduta ormai scomparsa, rimetterà tutto in gioco: la sua vita, la vita delle due gemelle, quella di Giorgio Held e di tutti coloro che gravitavano attorno alle due bambine, ormai donne, ma ancora inevitabilmente unite.

La forza di questo libro è nelle descrizioni dei luoghi, del bosco soprattutto, principe della storia e co-protagonista. La descrizione evoca la giusta atmosfera e si incastra con i personaggi, descritti a loro volta con diligenza e che sembrano confondersi e delinearsi con il bosco ed entrarvi, in un gioco di luci ed ombre. Lo stesso gioco che si trova in un quadro, che si lascia guardare e che ci guarda. Il personaggio di Tessa sembra avere, a volte, contorni sfumati, come a voler tradurre il suo stato d’animo, in un perenne equilibrio tra il fare e il non fare, il parlare e il tacere. Una donna oscura, misteriosa ed incerta.

Dal libro, che non è sicuramente una lettura semplice né serena, trasudano sentimenti come colpa, tradimento e solitudine, che culminano tutti in un finale, a tratti preannunciato, dove si comprende che la pace, fine ultimo di ogni cosa come della vita, ha prezzi alti da pagare.