Giuseppe Ferrandino – Pericle il Nero

Pericle il Nero di Giuseppe Ferrandino uscì per la prima volta nel ’93, edito da Granata Press: allora il romanzo passò del tutto inosservato, sia agli occhi del pubblico che della critica, ma diventò un caso editoriale in Francia grazie all’editore Gallimard. Lo strepitoso successo convinse Adelphi a riproporlo in Italia nel ’98.

Il romanzo è un ottimo noir ambientato a Napoli, dove Pericle Scalzone lavora al servizio di don Luigino. La “caratteristica” di questo Pericle è il suo “pesce”, con il quale, da sette anni, fa il culo alla gente. Prima lavorava nel porno, ma siccome “non è bello” e il suo pesce “non è piccolo, ma neanche grande”, alla fine Pericle ha dovuto abbandonare la carriera per mettersi al servizio di questo boss campano. Il culo alla gente Pericle lo fa letteralmente e, un giorno, viene spedito a regolare alcuni conti con un prete. Insieme al prete, però, c’è una certa Signorinella, una donna legata all’ambiente malavitoso, che tutti pensavano in esilio in Portogallo. Pericle è costretto a colpirla e, in seguito, pensa di averla uccisa. Quell’errore gli costerà caro: costretto a fuggire, incontrerà a Pescara una donna polacca con cui avrà una breve avventura e che potrebbe costituire una valida alternativa al destino che lo attende a Napoli.

Pericle il Nero è un libro che si presta al cinema (e, infatti, Stefano Mordini ha diretto l’omonimo film, con protagonista Riccardo Scamarcio): essenziale, diretto, rapido, in appena 150 pagine il romanzo ci regala lo splendido personaggio di Pericle Scalzone, il Nero, per il lavoro che fa, per come lo fa, per il suo animo tormentato e per la sua solitudine, che gli impedisce di trovare un proprio posto nella società e in un nucleo famigliare (a Napoli vive con lo zio, perché non va d’accordo né col fratello né con la madre; a Pescara è ospite, e non si capisce nemmeno quanto gradito, della donna polacca, con la quale, a parte scopare, non ha molto altro in comune).

Nessuna distrazione, l’attenzione di Ferrandino è tutta sul suo protagonista, la cui vita subirà un’evoluzione definitiva, senza, però, che questa possa cambiare radicalmente la natura di Pericle Scalzone. Semplicemente, per lui arriva un momento in cui si prospetta la possibilità di un’esistenza diversa, solo perché qualcuno di nuovo è entrato nella sua vita e per un’inaspettata e importante somma di denaro, di cui diventa all’improvviso proprietario.

La maturazione del personaggio è dovuta a nuovi mezzi e a nuove opportunità e, aggiungiamo, anche all’impossibilità di Scalzone di tornare nella sua Napoli (un ultimo incontro con don Luigino decreterà l’allontanamento definitivo di Pericle dalla città). Ma, in fondo, quando uno sa cosa vuole e dove sta andando, l’ignoto non gli fa paura – anche se rimane incerto: «Se la madonna mi accompagna, in questo paese di merda non ci torno neanche morto».

ISBN
9788845917059