Ethan Hawke e Emma Watson in Regression

Ethan Hawke sulle tracce del demonio: al cinema "Regression"

Il 3 dicembre torna nelle sale Alejandro Amenábar con un film incentrato su un tema sempre attuale (soprattutto in tempi di terrorismo religioso): il demoniaco. Regression, distribuito da Lucky Red, racconta la storia di un detective, Bruce Kenner (Ethan Hawke) che indaga sul caso di una giovane (Emma Watson) la quale accusa il padre, John (David Dencick), di averla violentata e costretta a partecipare a festini satanici.
John, alcolizzato, ammette la sua responsabilità: con l’aiuto di uno psicologo, il dottor Raines (David Thewlis), scava nella memoria per ricostruire i fatti. Nel frattempo, però, per Bruce cominciano i guai: strane telefonate e coincidenze, tutta una serie di testimonianze e confessioni che avvicinano il poliziotto a un orribile mistero.
Un thriller a sfondo horror, dunque, un genere, quest’ultimo, che Amenábar ha già esplorato con The others, bellissima pellicola del 2001 con Nicole Kidman. “Mi interessava fare un film con aspetti psicologici – ha spiegato il regista spagnolo in conferenza stampa a Roma – ma anche un film in cui paradossalmente scienza e Chiesa collaborassero. Certo, tutti i miei personaggi in questo film commettono errori, ma per me fare errori è un modo importante per crescere. Vuol dire imparare. Questo film è un po’ una storia di errori”.
Regression, spiega il regista (premio Oscar per Mare dentro), gioca volutamente con i cliché del genere. Poco scontata la scelta di Hawke come attore protagonista: “Non avevo inizialmente pensato a lui per il ruolo del commissario, ma è un attore che ho sempre ammirato. Lui – spiega – è un personaggio che non a caso commette molti errori, ma ha anche una grande lucidità mentale”.
Malgrado tratti un tema già ampiamente sviscerato da letteratura e cinema horror, Regression sembra avere anche forti legami con il clima che respiriamo in questi giorni, dominato dalla paura dell’Isis e del terrorismo fondamentalista. “In Regression si ritrova una paura che diventa collettiva – ha spiegato Amenábar -. Come oggi, c’è un pericolo reale quando parliamo di Isis. A questo proposito un giornalista mi ha chiesto a Parigi cosa temessi di più. Gli ho risposto che ho paura della nostra volontà di provocare così tanto dolore.”
Ecco il trailer di Regression:

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