Piergiorgio Pulixi – La notte delle pantere

Un paio d’anni fa è uscito per le Edizioni e/o Una brutta storia di Piergiorgio Pulixi. Il volume, inserito nella collezione sabot/age (diretta da Colomba Rossi e curata da Massimo Carlotto) ha trovato da qualche mese un degno prosieguo ne La notte delle pantere, segnato dal ritorno dell'(anti) eroe della Narcotici Biagio Mazzeo.

Con lo scopo di difendere il “branco” da uno scandalo, Mazzeo finisce in prigione. Certo, c’è da fare i conti con un passato importante, fatto di crimini e violenze, qualcosa da cui non si può sfuggire tanto facilmente. Come se non bastasse, i suoi uomini hanno fatto quella che tranquillamente si può definire una cazzata, alla quale solo Mazzeo può porre rimedio. Ma dal carcere è difficile. Che fare? L’unica soluzione è quella di scendere a patti con la legge, più precisamente con il dirigente di pubblica sicurezza dello SCO Irene Piscitelli. La lunga scia di corruzione, vendetta e brutalità è destinata a continuare: Mazzeo deve scegliere da che parte stare, perché stavolta non c’è in gioco solo il suo lavoro, ma anche la sua vita e l’incolumità della squadra, per lui una vera e propria famiglia putativa.

Senza Mazzeo il branco perde l’orientamento, smarrisce la bussola. Pur differenziandosi nella storia, è impossibile non pensare al Romanzo criminale di De Cataldo, almeno per quanto riguarda le dinamiche interne al gruppo: c’è questa sorta di Libanese col distintivo, che dice cosa e come fare, che ha potere, autorità ma anche fascino, carisma. È deciso – pur nelle sue umane debolezze – sa quello che è giusto, anche quando si ritroverà ad affrontare gli errori dei suoi, con la consapevolezza di dover fare delle scelte, dolorose ma necessarie per un leader.

Ancora una volta Pulixi sa come tenere viva l’attenzione: non solo una trama avvincente, il grande punto di forza di questo autore è lo stile che definirei cinematografico (in particolare per quanto riguarda i dialoghi), tanto che più volte nel corso della trama è possibile immaginare vere e proprie scene da serie televisiva (o, perché no, da lungometraggio). D’altro canto, lo scopo del collettivo Sabot è proprio quello di essere uno strumento di lettura della realtà («senza steccati di genere, ma aperta ai contenuti») e con il suo realismo letterario Pulixi ha in tal senso centrato l’obiettivo: in alcuni generi è davvero necessario saper far uscire i propri personaggi dalla carta stampata, permettendo al lettore di inserirli con facilità in un contesto reale e lasciare che nella mente si aprano mille scenari, contraddistinti, nel caso delle opere di Pulixi, da sparatorie, inseguimenti, tensioni psicologiche. Con questo secondo capitolo su Mazzeo, lo scrittore sardo ci ha regalato l’ennesima ottima prova, una “brutta storia” di degrado, etico e morale, di manipolazioni e di contaminazione, in negativo, di tutto ciò che è bello e buono.

ISBN
9788866324614
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