Ultima uscita della promessa americana Joshua Ferris, Svegliamoci pure, ma a un’ora decente, è un romanzo accolto entusiasticamente da pubblico e critica: Stephen King lo definisce «divertente, provocatorio e toccante», la rivista GQ come «il primo grande romanzo sul furto di identità in rete».
Ferris racconta le vicende di Paul O’Rourke, dentista ricco e di successo, che vive in un appartamento che si affaccia sulla Brookylin Promenade, frequenta i locali di una Manhattan lussuosa e capricciosa. Tifa per i Red Sox e cena nei migliori ristoranti di New York. Eppure dietro lo spettro di un’esistenza tranquilla si agitano vicende di vita tragiche e di fallimenti, che fanno di Paul O’Rourke un personaggio tutt’altro che vincente: alle sue spalle si stagliano una famiglia povera, il suicidio del padre, due storie d’amore finite drammaticamente, il difficile rapporto con la religione. Paul si mostra sdegnoso nei confronti della tecnologia, sprezzante verso i social network e Internet: non ha un profilo Facebook, né un account Twitter, legge le mail per necessità e frequenta soltanto blog e forum di baseball. Tutto questo è destinato a mutare inesorabilmente quando la segretaria dello studio dentistico annuncia a Paul che qualcuno gli ha rubato l’identità in rete. A suo nome è stata creata una pagina su Facebook, a suo nome si scrive nelle bacheche e nei forum di mezzo mondo e, soprattutto, vengono pubblicati tweet dai contenuti atei e antisemiti. Il suo studio finisce in un sito web, creato appositamente da un uomo sconosciuto, che contiene anche una sua biografia piena di citazioni dall’Antico Testamento.
Da qui comincia un percorso, che, attraverso incontri e conoscenze inedite, scuote la monotona vita del dentista newyorkese e il suo cinismo nei confronti del mondo della religione. Paul ricostruisce il suo albero genealogico, facendo delle scoperte sorprendenti, e entra in contatto, attraverso un suo paziente, con il mondo degli ulm, adepti di una religione inventata che incrocia antiche tradizioni e mondo cibernetico. Ferris racconta la parabola di vita di Paul O’Rourke e tocca così tematiche vecchie e nuove con leggerezza e spessore insieme: il mondo della rete e la sua mutevolezza instabile, la morte, la religione narrata dal punto di vista di chi dubita, il contrastato rapporto tra l’umanità e un Dio distante, l’amore raccontato come illusione. Su tutto risulta vincente e convincente, l’ironica levità nell’affrontare ognuno di questi aspetti. Ferris compie consapevolmente questa scelta letteraria, riuscendo tuttavia a non cadere mai nella banalità.
9788854508071




