Dave Grohl: «Il crowdfounding per i concerti è il futuro»

Il crowdfounding online applicato alla musica dal vivo, secondo Dave Grohl, è una gran bella invenzione. Non solo: è addirittura il futuro. Lo ha dichiarato lo stesso songwriter nel corso di un’intervista con l’emittente radiofonica sudafricana, 5FM.

Il riferimento è ad un caso specifico: i Foo Fighters, infatti, suoneranon presto a Richmond, Virginia, proprio grazie ad una raccolta fondi online, organizzata da un fan della band, Andrew Goldin, desideroso di riportare il gruppo in città, da dove manca dal 1998. Goldin, tramite il web, ha raccolto oltre 70mila dollari a tempo di record, anche grazie alla mobilitazione di alcuni esercizi commerciali della zona e, ovviamente, ai fan. Il crowdfounding più il crowdsourcing, insomma.

«Ve lo dico io, questo potrebbe diventare il modo in cui le band decidono dove suonare», ha pronosticato Grohl. «È una cosa divertente, un cambio delle regole del gioco. Negli scorsi vent’anni abbiamo sempre deciso noi con chi suonare e dove. Ora, se sentiamo che le persone ci vogliono in un certo posto, probabilmente ci andremo».

«Siamo un gruppo da vent’anni», ha spiegato Grohl «e sentiamo che sia venuto il tempo di iniziare a andare dove non abbiamo mai suonato. Adoriamo tornare nei posti dove abbiamo già suonato, e ai quattro angoli del mondo siamo stati capaci di costruirci una fan basestraordinaria. Allo stesso modo, però, ci piace andare là dove non siamo mai stati».

I Foo Fighters pubblicheranno nei prossimi mesi un nuovo album: tuttavia, del successore di Wasting light, non si conoscono né titolo (e tracklist) né data di uscita. Il disco è stato inciso in 8 studi di registrazione diversi (che saranno oggetto anche di un documentario realizzato da Grohl per la HBO): tra gli ospiti, Rick Nielsen (Cheap Trick), Gary Clark Jr., Joe Walsh, Carrie Underwood, Chuck D (Public Enemy) e Gibby Haynes (Butthole Surfers).

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