Le stazioni, per me, hanno sempre avuto un fascino particolare. Lì, i treni partono e arrivano portandosi via le storie delle persone, e nei bagagli ci sono ricordi, emozioni, paure. Un luogo che è un po’ metafora della vita: qualcuno aspetta, qualcuno si affretta, qualcuno saluta; alcuni si dicono addio, per altri è un arrivederci. Parte dal fascino della stazione Gonzalo Hidalgo Bayal per dar forma al suo romanzo, Il paradosso del controllore. Un fascino che si trasforma però in perdita, sospensione e attesa.
Immaginate di essere un anziano viaggiatore in una notte di novembre, che per scaldarsi scende dal treno e si ferma al bar. Immaginate di accorgervi, di colpo, di aver perso non solo il treno, ma tutto ciò che avevate con voi, bagaglio, destinazione, documenti e, quindi, identità: «Disorientato e in affanno, perplesso e scombussolato, portando sul viso le contraddizioni dell’animo, la certezza e l’incredulità della sua nuova condizione di viaggiatore a terra». Ci parla di mutamento Bayal, e ce ne parla affrontando il tema del viaggio che è, in fondo, la condizione di transizione propria di ogni stazione. Il mutamento del protagonista in questa storia passa attraverso la perdita di se stesso, fino ad arrivare ad una condizione nuova, quella dell’attesa di un nuovo convoglio, o della ricerca di un controllore che non troverà mai. Il soggiorno forzato nell’anonima cittadina costringe ad incontri e scontri, ad analisi e turbamenti, a divagazioni metafisiche che l’autore riesce difficilmente a tenere sotto controllo, e talvolta la lettura ne risente.
A volte il racconto si fa amaro, altre malinconico, altre volte veniamo catapultati in una realtà le cui figure sembrano attrarre il protagonista come calamite. Tutto il libro è un percorso di rinascita e di scoperta, in cui quella realtà mette insieme tasselli che sono ora palesi e ora oscuri, un minuto prima certezza e un minuto dopo incredulità. Perso il proprio treno, l’anziano entra in una condizione di attesa che da passiva diventerà ben presto attiva, e segnerà la scoperta di una nuova storia e di un nuovo posto da occupare. Ecco, anche la lettura è come un viaggio, e a volte si deve essere pronti ad abbandonare o perdere qualcosa lungo il cammino, per lasciare spazio a nuove stazioni e nuovi treni, che portano nuove storie.
9788872020463




