William Shakespeare – Otello

La fonte dell’Otello shakesperiano fu la settima novella della terza decade degli Hecatommithi di Giambattista Giraldi Cinthio. È probabile che il Bardo abbia, quindi, letto l’opera direttamente in italiano o tradotta in spagnolo. Da questa versione venne mantenuto solo il nome di Desdemona e la parte centrale, mentre inizio e fine vennero modificati. Noto in tutto il mondo come il dramma della gelosia, Otello si divide in due parti: la prima a Venezia, dove si celebra l’unione del Moro con Desdemona, poi a Cipro, dove si svolge il fulcro dell’azione, ossia il machiavellico piano messo in atto da Iago ai danni della coppia.

Ma procediamo con ordine. Otello è un condottiero al servizio della Repubblica di Venezia, inviato a Cipro per combattere i turchi. Iago è un alfiere, in collera con Otello poiché quest’ultimo gli ha preferito Cassio come luogotenente. La tragedia è incentrata sulla vendetta di Iago, il quale fa credere a Otello che la moglie, Desdemona, gli sia infedele proprio con Cassio. Otello arriva ad uccidere Desdemona, salvo poi scoprire le macchinazioni di Iago: celebre è la citazione che chiude lo scritto, «prima d’ucciderti, sposa, ti ho baciata. Ora non c’è altro modo che questo: d’uccidermi e morire di un tuo bacio», con Otello che si suicida.

(Oliver Parker, Otello)

Manco a dirlo, tutto è giocato sulla dicotomia Nero (Otello)/ Bianco (Iago): in questo caso, è il Bianco a rappresentare il lato nefasto dell’essere umano, mettendo in scena un Iago, crudele, mistificatore e istigatore. C’è pure un personaggio con un nome che richiama la purezza, ossia Bianca (l’amante di Cassio), che però viene dipinta da Iago come una donna di facili costumi, cioè tutto il contrario di ciò che il suo nome lascerebbe intendere.

Ma attenzione, perché è qui che Shakespeare mette in atto un piccolo giochino che ribalta completamente i ruoli: Bianca è denigrata da Iago, ma, appunto, è solo la sua parola, la parola di un uomo cattivo. A sua volta il Moro verrà accusato da Emilia (la moglie di Iago e inconsapevole complice nel complotto) di essere uno stupido per aver dubitato di Desdemona, anzi «ignorante quanto la stessa negrezza»: in questo modo Otello, bersaglio degli intrighi e quindi, in apparenza, una vittima, si trasforma nel carnefice di Desdemona, stolto perché nero, secondo i pregiudizi dell’epoca, anche se prima di morire egli tenterà una sua difesa («E dovrete, così, raccontare di uno che amò con grande trasporto, anche se non con pari saggezza. D’uno che non era davvero propenso alla gelosia ma che, se istigato, avrebbe pur saputo procedere all’estremo della follia»).

Tragedia della gelosia, dove però sono razza e sesso a giocare un ruolo dominante: come in buona parte delle opere di Shakespeare niente è quello che sembra e una serie di sfortunate coincidenze determina i destini, anche se poi l’uomo, con le sue fragilità, è il più delle volte responsabile della sua stessa rovina. Perché la colpa non è sempre del Fato e nemmeno «delle nostre stelle», ma di «noi stessi, che siamo degli schiavi» (Giulio Cesare atto I, scena II).

 

ISBN
9788817001597
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