In un clima da Inquisizione due entità, Bene e Male, sono pronte a fronteggiarsi in uno degli ultimi, grandi romanzi gotici, Dracula di Bram Stoker. Come evidenziato nell’introduzione all’edizione BUR di Vittorino Andreoli, non è solo l’aspetto religioso a essere messo in rilievo, ma è in particolare alla scienza, rappresentata da Van Helsing, a cui è affidato l’arduo compito di combattere il demone (scienza che, tuttavia, non dimentica di avvalersi di strumenti sacri).
Il personaggio di Dracula è ispirato a un uomo realmente esistito, ovviamente non un vampiro ma un principe nella Transilvania del Quattrocento (oggi parte della Romania): tale Vlad III di Valacchia fu imprigionato da un sovrano ungherese e assassinato in circostanze misteriose intorno al 1476. Guerriero sanguinario e tiranno, Vlad era anche astuto e brillante e, così, viene dipinto il conte Dracula, malvagio ma anche educato e affabile: come dimenticare le cortesie nei confronti del suo ospite Jonathan Harker, giovane avvocato inviato dal suo principale in Transilvania per curare l’acquisto di una dimora londinese da parte del facoltoso Dracula, il quale, a prima vista, pare essere solo un anziano gentiluomo. Solo in seguito, in un crescendo di mistero e orrore, Harker scoprirà la reale essenza di Dracula.
Se la scienza ha un ruolo importante nel dipanarsi della lotta contro il mostro, il motivo è da ricercare nel contesto culturale in cui il romanzo ha visto la luce, ossia quello positivista, dove dominavano i concetti di concretezza e utilità. Tutto ciò che era considerato astratto e inutile era da eliminare, così come tutto ciò che non seguiva le leggi deterministiche di causa-effetto. Il romanzo chiama in causa le teorie di Cesare Lombroso, secondo cui il conte è un criminale per nascita («appartiene al genere dei criminali», con la fisionomia del soggetto e il contesto in cui è inserito che giocano una parte fondamentale).
Se “pazzia” è un termine ricorrente (e per questo motivo Andreoli ha definito Dracula un romanzo psichiatrico), il libro è anche un racconto sui luoghi comuni e i pregiudizi: Dracula è sì il Male ma, ben prima che la sua vera natura possa essere provata dal giovane Harker, la sua persona è oggetto di superstizioni e leggende, alimentate dall’ignoranza e lo scetticismo. Ed è in questo frangente che la religione supera la scienza, perché la lotta contro Dracula diventa una battaglia per sconfiggere il Demonio, annientato a suon di crocefissi e ostie consacrate, con fede e ragione che costituiscono un cocktail micidiale contro il vampiro.
In realtà, Dracula simboleggia il genere umano, o meglio, quella parte della coscienza un po’ malvagia, egoista e tiranna che sempre si accompagna agli istinti più nobili. In fondo, c’è un po’ di Dracula in ognuno di noi.
9788817127394



