Sebastià Alzamora – Fatto di sangue

Un vampiro ad incarnare il concetto del male. Una città ormai allo sbando come cornice a vicende fatte di violenza, di furia ancestrale che diventa pazzia. Sebastià Alzamora costruisce così il suo nuovo romanzo, Fatto di sangue, in cui la voce di un mostro guida il lettore in una Barcellona in ginocchio. Lì, il vampiro miete vittime, si aggira indisturbato.

Ci sono, nel libro di Alzamora, personaggi che formano un intreccio complesso che mescola alla perfezione realtà, immaginazione e memoria. La violenza che avanza avvinghia in una morsa inesorabile ogni essere umano, che perde riferimenti, certezze, ideali, valori. Questo è il male, forse. Questa è la rappresentazione della guerra civile spagnola, del conflitto tra anarchici e antifascisti, dell’impossibilità di astenersi e rimanere al di fuori del vortice. Ad isolarsi provano gli abitanti del convento di clausura, le monachelle e il vescovo, e poi Suor Concezione, novella di tredici anni che sembra sorreggere tutto il pianto del mondo con la bellezza della sua voce.

Quella voce che ormai non sente più il commissario Muñoz, che sogna del male e ogni notte si mette sulle tracce del vampiro. La furia, in Fatto di sangue, si abbatte indistintamente su tutti, e la guerra si insinua nell’animo umano e fa nascere la paura, ruggine che si diffonde e corrode sogni e desideri. La sete di violenza che pervade il libro annulla ogni sentimento, e attraverso gli occhi e le parole del vampiro, Alzamora cerca di spiegarci il male, la sua spietata semplicità, la quotidianità delle domande giuste, delle ossessioni da cui nascono i mostri nascosti in ognuno di noi.

La guerra fa emergere in superficie tutto ciò che di buono o di cattivo circolava di nascosto, mette ognuno di noi di fronte a delle scelte, a sacrifici estremi. Le figure che più risuonano in questo romanzo sono quelle che, pur invase dai dubbi e dalle incertezze, non alzano bandiera bianca ma continuano a lottare, cercando un senso nella loro storia ed accogliendo con vivo stupore crisi, fedi e mostri.

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diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.