John McPhee – Tennis

Tennis, il libro di John McPhee che Adelphi riporta in libreria curato splendidamente da Matteo Codignola, è una delle più belle sorprese di questo 2013. Un libro per tutti coloro che del tennis hanno fatto una passione, un lavoro, un’ossessione. Ma anche un libro per coloro che al tennis sono immuni, e che sentono solo lontanamente il suono di una racchetta e di una pallina.

Un punto dopo l’altro, attraverso le pagine, riviviamo la semifinale di Forest Hills giocata fra Arthur Ashe e Clark Graebner, nel 1968. Grazie a McPhee entriamo non solo dentro al campo, ma all’interno della testa dei giocatori, un luogo enigmatico e spesso devastato dal gioco. Nella scrittura dell’autore c’è uno specchio in cui riflettersi: quelle pause improvvise, quei cambi di direzione, quelle diverse angolazioni che intervallano perfettamente il resoconto del match con l’infanzia dei giocatori, i luoghi di provenienza, la pressione della società e del ceto sociale, così forte da delineare il carattere dei due.

Quando McPhee riguarda la partita alla CBS se ne innamora, e scova subito differenze nei colpi, negli stili, nelle personalità di Ashe e Graebner. Decide così di rivedere il match insieme ai due protagonisti, descrivendone le reazioni. Ne nasce Livelli di gioco (il primo testo del volume), piccolo gioiello della letteratura in cui si mescolano collera, esaltazione, spavento, tic, sconforto, orgolgio, freddezza,e uno spaccato della società americana di quegli anni. Il volume si compone, poi, di altri due scritti: un saggio di Matteo Codignola in cui si analizzano i comportamenti di alcuni tennisti e si ragiona sul processo di scrittura messo in atto da McPhee, e un breve scritto di McpHee stesso, strepitoso ritratto di Robert Twynam, giardiniere capo di Wimbledon, prato su cui è nato il tennis moderno.

Tennis, insomma, è un enorme campo di gioco in cui va in scena la vita, in ogni sua più piccola sfumatura, in ogni minimo movimento della racchetta, in ogni pensiero dei protagonisti, in ogni traiettoria che separa di netto un “out” da un colpo vincente.

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diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.