Richard Matheson – Io sono leggenda

Che succede quando l’Altro siamo noi? Quando la prospettiva si capovolge, e scopriamo che non c’è solo il nostro mondo, e anzi che il nostro mondo è quello da archiviare? “Io sono leggenda”, recita il titolo di questo splendido romanzo di Richard Matheson (1954), e l’espressione è riferita al protagonista, Robert Neville: è lui che presto passerà alla storia. Perché il mondo, quello che conosciamo, non esiste più. Robert è l’unico uomo sopravvissuto: tutti gli altri, una terribile pestilenza li ha trasformati in vampiri.

Siamo nel 1976. Robert vive asserragliato in casa, le porte sbarrate, circondato da spicchi d’aglio: di notte, urla terribili dall’esterno testimoniano la vitalità della nuova specie. L’alcool e i ricordi (della moglie, sepolta e poi “ritornata”, della figlia, bruciata su un rogo) non sono a Robert di alcun conforto. Di giorno, però, è lui ad uscire allo scoperto: si sposta per la città uccidendo quanti più mostri riesce a trovare. Matheson, insomma, inscena una lotta per la sopravvivenza, costruisce un apologo sulla diversità che rifiuta l’antropocentrismo e lo mette radicalmente in discussione: scomparso l’uomo, non scompare il mondo, ma un mondo. Il futuro è di un’altra specie: Robert, relitto della vecchia genia, è destinato al mito, alla leggenda appunto.

Tutto Io sono leggenda è costruito intorno a questa lenta presa di coscienza. Neville, il cui sangue è immune dal virus, lentamente si rassegna ad essere “passato”, lui e tutta la società che rappresenta. C’è un nuovo ordine ora, una nuova biologia che impone un sistema di regole diverso, con un governo, una polizia, una giustizia. Catturato, la sentenza per Neville è la morte: necessaria non tanto perché ha massacrato altri vampiri, ma perché quello che calpesta ormai non è più il suo mondo. E così Matheson affronta un altro tema: quello dello sterminio come premessa per l’instaurarsi di una nuova civiltà. Del resto, l’epidemia che ha prodotto la scomparsa del genere umano è stata causata da una guerra batteriologica: vivere insieme, in pace, dunque, è impossibile. La violenza, il germe (umano) dal quale sembra impossibile disfarsi.