Friedrich Dürrenmatt – La promessa. Un requiem per il romanzo giallo

Ne La promessa di Friedrich Dürrenmatt tutto ciò che accade segue le fatali leggi del caso: quello che è giusto e buono non sempre trova un riscontro positivo nella realtà e, nonostante l’impegno, la perseveranza e le migliori intenzioni, non sempre si è vincitori. L’attenzione è fin da subito attirata dal sottotitolo, Un requiem per il romanzo giallo: questo perché lo scritto, a prima vista, ha tutte le caratteristiche del genere, salvo poi infrangerne le regole. Intanto, c’è un investigatore; poi la morte di una bambina di sette anni; infine, l’enigma: chi l’ha uccisa e perché? L’investigatore si chiama Matthäi, la piccola Gritli. Quando si reca dai genitori per informarli che la figlia è deceduta, Matthäi deve fare i conti con un dolore infinito, lacerante, che lo porta a fare una promessa, quella di trovare l’assassino, a tutti i costi e con tutti i mezzi a disposizione.

Il testo è la rivisitazione di un racconto di Dürrenmatt del ’58, dal quale venne elaborata la sceneggiatura de Il mostro di Magendorf (Es geschah am hellichten Tag) di Ladislao Vajda (nel 2001, anche Sean Penn ha diretto un film tratto dal libro, con protagonista Jack Nicholson). L’obbiettivo principale di Dürrenmatt era quello di decostruire gli schemi classici del romanzo giallo: viene meno la logica fredda e razionale dell’investigatore e la soluzione del misfatto non è stabilita da una sequenza deterministica di eventi e intuizioni. Matthäi giunge molto vicino alla verità e solo una piccola, quasi insignificante, fatalità gli impedirà di mantenere fede alla promessa.

La promessa è un’opera che indaga la psiche umana, caotica e labirintica, gettando nel contempo uno sguardo sulla società svizzera del tempo, una sorta di waste land ottusa e moralmente corrotta. Matthäi perde l’infallibilità tipica dell’investigatore ottocentesco: non basta mettere a punto un piano all’apparenza perfetto per stanare il criminale, perché è l’imprevisto che domina l’esistenza, e non il contrario. È l’incapacità di comprendere i tragici meccanismi del fato a determinare la psicosi del protagonista: inconsapevole vittima degli scherzi del destino, Matthäi viene meno alla parola data, sprofondando così nel baratro senza fine della follia.

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