Percival Everett Glifo

Percival Everett – Glifo

Percival Everett è da molti considerato uno dei più grandi scrittori americani in circolazione. E a ragione. Schivo, eclettico, prolifico (una ventina di romanzi e raccolte poetiche in meno di venticinque anni di carriera), l’americano (attualmente “distinguished professor” alla University of Southern California) ha dalla sua una prosa travolgente e densissima, capace di scandagliare, con il dono di un’ironia sferzante, i vizi della società capitalistica USA.

Sua nuova fatica (la prima tradotta in Italia, da Nutrimenti) è Glifo. Protagonista è un bimbo di dieci mesi, Ralph, il quale è dotato di un’intelligenza fuori dal comune. Il suo quoziente intellettivo è infatti di 475, è in grado di scrivere, legge tonnellate di libri procuratigli dalla madre – il suo «pusher letterario» – ma si rifiuta, per scelta, di parlare. A causa delle sue straordinarie qualità, il piccolo viene dapprima rapito da una psichiatra alcolizzata ed isterica, poi da un paio di agenti governativi ed infine da una coppia di sposi messicani desiderosi di avere un bambino. Ralph si troverà così ad affrontare situazioni sempre diverse (dovrà persino fare i conti con un prete pedofilo convinto che sia l’incarnazione del demonio) prima di tornare, finalmente, tra le braccia dell’amata «mammina».

La caratteristica peculiare di Glifo, ciò che lo rende un libro unico (e ciò che rende unico il suo autore) è innanzitutto la struttura: Ralph, io narrante, inframmezza il racconto delle sue (dis)avventure con riflessioni di carattere semiotico/linguistico, dissertazioni filosofiche, assurde poesie sugli organi del corpo umano e dialoghi surreali (e talvolta anacronistici) tra intellettuali e pensatori di ogni sorta. Interprete intelligente del postmodernismo letterario, Everett persegue un’idea di contaminazione tra generi, registri, linguaggi, dando vita ad un microcosmo di citazioni e segni vivissimo, corroborato da uno humor acuto, che non risparmia nessuno. A questo si aggiunge la capacità da parte dell’autore di tratteggiare personaggi memorabili: Ralph stesso, ovviamente, con il suo sguardo spesso sarcastico sul mondo degli adulti, il padre, che il bimbo chiama «Cicciobombo» e definisce un «poststrutturalista fallito», la psichiatra Steimmel, una donna frustrata e volgare, e lo sprezzante e sboccato colonnello Bill.

Un romanzo sperimentale nel linguaggio e nella costruzione, insomma, in cui erudizione ed ironia si fondono alla perfezione, regalandoci momenti di puro piacere letterario.