Annalisa Cuzzocrea

Annalisa Cuzzocrea racconta “Che fine hanno fatto i bambini”.

La casa editrice Piemme ha di recente pubblicato questo bel lavoro della giornalista Annalisa Cuzzocrea, un intero libro incentrato sui grandi assenti nel dibattito politico attuale: i bambini.

Che fine hanno fatto i bambini. Cronache di un Paese che non guarda al futuro è il titolo ricavato da una scritta comparsa su alcuni striscioni durante il primo lockdown.

Qui non c’è un punto interrogativo ma fra le pagine si ritrovano tante domande e vengono fornite alcune possibili risposte a problemi complessi, che vanno affrontati come tali, senza rimandare oltre.

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Il libro: Racconti e dialoghi

Annalisa Cuzzocrea è inviata del quotidiano La Repubblica e docente alla Luiss di Roma. L’impianto del libro è quello di un viaggio nell’Italia del Covid, percorso svolto in dialogo con varie figure, una per ciascun capitolo: economisti, psicologi, educatori, insegnanti, scrittori, sociologi, demografi, registi e genitori (la stessa autrice riporta la sua esperienza di madre durante la pandemia). Il viaggio arriva anche ai Quartieri Spagnoli o nella sezione nido delle carceri.

I bambini, i giovani in generale, sono spesso cittadini trascurati. Persone che gli adulti considerano come “bagagli” da spostare da una parte all’altra e che si devono adattare al mondo dei grandi, persone che al momento la politica ignora perché non possono ancora votare.

Incontriamo, fra gli altri, Wilma Mosca, con il suo splendido asilo per bambini dai 2 ai 6 anni; la psicoterapeuta infantile Bruna Mazzoncini e l’esperienza dei Paesi Bassi, dove le città sono effettivamente a misura di bambino. Conosciamo la storia di Luca a Torino, praticamente solo in casa durante il primo lockdown, con entrambi i genitori ricoverati per Covid, salvato quando anche lui era stato contagiato.

Si parla finalmente, di nuovo, di comunità educante contro individualismo e iperinvestimento sui figli.

I temi toccati sono tanti e tutti importanti: la natalità in Italia, gli asili aziendali, l’inclusione, il tempo pieno e il diritto all’istruzione, le famiglie disfunzionali.

Nadia Terranova, Francesca Archibugi, Annalena Benini, Paolo Bonetti, Giacomo Papi sono solo alcuni dei nomi che si incontrano durante questo viaggio lucido e amaramente consapevole in un’Italia che stenta ancora a riconoscere gli elementi da cui ripartire.

Annalisa Cuzzocrea e “Il mondo salvato dai ragazzini” – La recensione

Il libro che Annalisa Cuzzocrea aveva in mente mentre scriveva queste pagine è Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante.

Che fine hanno fatto i bambini è un’istantanea del nostro paese e anche un coro di voci diverse per formazione ma concordi sulle mancanze della politica e sulla mancanza di visione a lungo termine della nostra società, tutta incentrata sul “qui e ora” o sull’ennesima emergenza che, guarda caso, era già stata ampiamente prevista da scienziati di mezzo mondo.

Tra poche luci e molte ombre, Annalisa Cuzzocrea ricorda alla politica che c’è stato un fallimento nel tenere sempre in secondo piano i giovani. Concentrarsi ad esempio su provvedimenti come quota 100 significa dall’altro lato non tener conto di quei cittadini invisibili che per tornare in aula avevano bisogno di trasporti e tracciamento efficaci. Questa inazione politica che riguarda tutti gli schieramenti deve lasciare spazio alla volontà di risolvere insieme i problemi strutturali mai risolti.

Tra i libri che porteremo con noi in futuro, quando riparleremo dei vari aspetti che hanno caratterizzato questa pandemia da Covid-19, ci sarà sicuramente questo spaccato d’Italia.  Come recita il titolo, queste sono cronache di un paese che non guarda al futuro ma appunto la speranza è che l’impegno di tutti e la richiesta proveniente dai cittadini alla politica, possano trovare ascolto e soprattutto azione, affinché non si debba più dover parlare dei diritti compressi dei bambini e dei ragazzi.

copertina
Autore
Annalisa Cuzzocrea
Casa editrice
Piemme
Anno
2021
Genere
saggistica
Formato
Brossura
Pagine
160
ISBN
9788856679687
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diMarta Lilliù

Sono nata ad Ancona nel 1985 e sono cresciuta ad Osimo. Sono laureata in Lettere (Università degli Studi di Macerata) con una tesi in Storia Moderna sulle Suppliche del XVIII sec. dell’Archivio Storico di Osimo. Sono diplomata in Pianoforte e in Clavicembalo (Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro).
Dal 2012 abito e lavoro in Liguria, dove ho approfondito l’ambito della didattica musicale (abilitandomi all’insegnamento del Pianoforte presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova) e della didattica speciale, cioè rivolta al Sostegno didattico ad alunni con disabilità (Università degli Studi di Genova). Ho vissuto a Chiavari e Genova. Attualmente vivo a Sestri Levante, dove annualmente si svolgono il Riviera International Film Festival e il Festival Andersen.
Sono docente di Pianoforte a tempo indeterminato a Levanto, Monterosso e Deiva Marina.
Abbandono talvolta la Liguria per muovermi tra le Marche e Londra, città in cui ricopro ufficialmente il ruolo di...zia!