8 marzo

8 Marzo: 12 libri tra classici e novità

Nel 1977 l’ONU dedica la data simbolica dell’8 Marzo alla “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale” – oggi preferiamo chiamarla con il suo vero nome anziché “Festa della donna”.

Questa importante giornata dell’8 marzo ci può fornire qualche spunto di lettura e può essere un’occasione di riflessione, tra nuovissime uscite e classici che, in quanto tali, sono sempre validi e anzi assumono maggior valore con il passare del tempo.

Operare una selezione è impossibile, dato che la letteratura sul tema “donne” è davvero molto vasta ed abbraccia gli ambiti della saggistica e della narrativa (e ci stiamo limitando ai soli libri, servirebbe altrettanto spazio per commentare le figure femminili nelle opere liriche, nei film, nelle serie tv più recenti, nelle arti e nelle scienze di ogni tipo…). Quindi ho deciso di sbirciare tra i libri che ho in casa e di dar voce direttamente a loro, in ordine sparso, senza seguire una cronologia.

Prima di iniziare devo però aggiungere che, tranne un’eccezione, non ci sono autori di sesso maschile in questa mia lista. Cercherò di recuperare, ad esempio leggendo i libri del filosofo Lorenzo Gasparrini (autore fra l’altro di Non sono sessista ma…). Ecco cosa è uscito fuori dal tour nella mia libreria di casa per l’8 marzo.

12 libri per l’8 marzo

8 marzoLorella Zanardo “Il corpo delle donne” (Feltrinelli, 2010): documentario pubblicato online nel 2009, cui segue il libro edito da Feltrinelli nel 2010, con varie edizioni successive; video e libro (entrambi di grande successo) si concentrano sulla rappresentazione televisiva del corpo femminile.

Irene Facheris, “Parità in pillole” (Rizzoli, 2020): fresco di stampa, un libro indispensabile! È il secondo libro scritto da Cimdrp, creatrice di un canale Youtube di grande successo e presidente dell’associazione Bossy. Privilegio, discriminazione, linguaggio, “normalità”… scopriamo con Irene perché «il personale è politico» e perché solo la parità di tutti gli individui potrà davvero renderci felici. Libro da leggere e rileggere!

Virginia Woolf, “Una stanza tutta per sé” (1929): breve saggio basato su due conferenze tenute dalla grande scrittrice inglese. Secondo Virginia Woolf «una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé per poter scrivere». Donne e creatività, donne e letteratura. Un testo breve ma imprescindibile.

Mary Wollstonecraft, “Sui diritti delle donne” (1792): durante la Rivoluzione Francese e praticamente in contemporanea con gli scritti di Olympe de Gouges (che pagò le sue idee con la ghigliottina), Wollstonecraft scrisse contro i privilegi dei nobili “A vindication of Rights of Men” (1790); due anni dopo, l’autrice diede vita a questo importantissimo contributo alla causa delle donne. Curiosità: è la mamma di Mary Shelley, autrice di Frankenstein. “Sui diritti delle donne” è un libro da leggere per onorare queste grandi pensatrici anticonformiste, intellettuali all’avanguardia, I cui scritti restano ancora oggi più attuali che mai.

Simone de Beauvoir, “Una donna spezzata” (1967): tre racconti che disegnano la crisi della donna borghese degli anni ‘60. Filosofa, saggista, scrittrice,autrice fra l’altro  de “Il secondo sesso” (1949) e compagna di Sartre.

8 marzoIrene Soave, “Galateo per ragazze da marito” (Bompiani, 2019): giornalista e collezionista di libri di galateo e riviste femminili, qui Soave ci regala una collezione di mauali per signore e signorine pubblicati fra l’Unità d’Italia ed il periodo del ‘68.

Chimamanda Ngozi Adichie, “Cara Ijeawele” (Einaudi, 2017): «ovvero quindici consigli per crescere una bambina femminista». Versione libraria di una lettera scritta dall’autrice in risposta ad una sua amica, diventata mamma di una bambina.

Maura Gancitano – Andrea Colamedici “Liberati della brava bambina” (Harper Collins, 2019): i due filosofi di TLON ci propongono qui otto figure di donne e ci raccontano di come i modelli di donne forti siano sempre stati ridotti al silenzio, perché scomodi, perché non aderenti alla figura della «brava bambina». Maura e Andrea forniscono anche possibili soluzioni per fiorire e trasformare le gabbie in chiavi, le difficoltà in opportunità. LEGGI QUI LA RECENSIONE

Ada Lovelace e la macchina del futuro (Mondadori, 2019): la fortunatissima serie “Storie della buonanotte per bambine ribelli” prosegue con i ritratti personali di Madame CJ Walker (ora anche su Netflix) e di Ada Lovelace, cui seguiranno altre monografie. Ada Lovelace fu nell’Ottocento la madre dell’Informatica. Storia scritta (molto bene) per maschi e femmine di tutte le età! Curiosità: Lovelace era la figlia di un papà celebre, Lord Byron, che però Ada non ha davvero conosciuto mai.

Michela Murgia – Chiara Tagliaferri, “Morgana”: una serie di ritratti di donne di ogni epoca, ognuna diversa dall’altra. Dal fortunato podcast che ancora prosegue con nuovi episodi su Storielibere.fm, le autrici creano una raccolta di storie di donne fuori dagli schemi, strane, pericolose, un po’ fate un po’ strega Morgana…LEGGI QUI LA RECENSIONE

Espérance Hakuzwimana Ripanti, “E poi basta” (People, 2019): manifesto di una donna nera italiana. Libro importante, di cui si parla e si parlerà molto.

Elvezia Benini – Cecilia Malombra, “Donne che corrono con gli orchi” (Erga edizioni, 2016): il titolo richiama il celeberrimo “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estés (anch’esso fra i miei libri ma non ancora affrontato, mea culpa!). Mamma e figlia, entrambe psicologhe – e non solo – collaborano nella scrittura di questo bel libro. Si parla di femminicidio  e di violenza, con lo scopo di aiutare uomini e donne a riconoscere ed evitare relazioni affettive dannose o a uscire da esse. Fiabe, miti, racconti di vita si intrecciano in una narrazione chiara, documentata e di grande impatto emotivo.

Marta Lilliù

diMarta Lilliù

Sono nata ad Ancona nel 1985 e sono cresciuta ad Osimo. Sono laureata in Lettere (Università degli Studi di Macerata) con una tesi in Storia Moderna sulle Suppliche del XVIII sec. dell’Archivio Storico di Osimo. Sono diplomata in Pianoforte e in Clavicembalo (Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro).
Dal 2012 abito e lavoro in Liguria, dove ho approfondito l’ambito della didattica musicale (abilitandomi all’insegnamento del Pianoforte presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova) e della didattica speciale, cioè rivolta al Sostegno didattico ad alunni con disabilità (Università degli Studi di Genova). Ho vissuto a Chiavari e Genova. Attualmente vivo a Sestri Levante, dove annualmente si svolgono il Riviera International Film Festival e il Festival Andersen.
Sono docente di Pianoforte a tempo indeterminato a Levanto, Monterosso e Deiva Marina.
Abbandono talvolta la Liguria per muovermi tra le Marche e Londra, città in cui ricopro ufficialmente il ruolo di...zia!