Le avventure di Pinocchio di Lucia Ronchetti. Una polifonia strumentale-vocale appassionata

Nella nostra vita abbiamo spesso incontrato il famoso burattino di legno Pinocchio. Lo abbiamo conosciuto in tutte le salse, partendo dal romanzo Le Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, per poi attraversare il cinema con Totò (Totò a colori, 1952), Roberto Benigni (Pinocchio, 2002), nonché in televisione con l’interpretazione di Carmelo Bene nel Pinocchio; ovvero, Lo spettacolo della Provvidenza nel 1999, per citarne solo alcune.

A Macerata, martedì 12 marzo, in occasione della rassegna musicale I concerti  di Appassionata, la coraggiosa e brava compositrice italiana Lucia Ronchetti porta in scena Pinocchio. Questa volta assistiamo ad una pièce di teatro musicale dove cinque strumenti solisti (Ars Ludi Esemble) interpretano diversi i personaggi della celebre storia di Collodi, mentre la bellissima ed eccezionale soprano Juliette Allen veste il burattino di legno in una forma leggera ed innovativa. Il corpo-voce della soprano trasforma Pinocchio nel corpus essenziale di un’opera da camera.

Foto A. Tabocchini

Lucia Ronchetti per questo spettacolo si è ispirata al teatro di strada italiano e alla Historie du soldat di Stravisnkij e ha consegnato allo spettatore un caleidoscopio di emozioni. Pinocchio diviene un viaggio musicale unico, dove il nostro amato burattino dalla sua forma legnosa si trasforma in respiro di vita e si fa bambino. Questa commedia strumentale per soprano en travesti e strumenti solisti ci fa vivere un Pinocchio diverso, particolare, speciale, dove i musicisti si coordinano con il burattino di legno creando paesaggi sonori e restituendoci un atlante scenico attraverso l’immaginario sinfonico che i protagonisti di questo teatro “armonico” sono riusciti a creare.

L’esistenza vegetale di Pinocchio conquista nel suo viaggio musicale un’entità umana, reale e viva, attraversando le profondità delle foreste, dei mari, dei giochi e degli inganni. Juliette Allen-Pinocchio con il suo ritmo danzante-vocale ci restituisce un corpo scultoreo polifonico aprendo l’acustica dell’orecchio alla fantasia e ai sogni. Il palcoscenico spoglio da qualsiasi coreografia è deputato ad essere teatro della storia di Pinocchio  che solo attraverso le strumentazioni e i musicisti riescono a dare vita all’irrefrenabile corsa del burattino-bambino pronto alla trasformazione. Il corpo di  Juliette Allen è lo spazio vivente della performance e il corpo-voce è l’eco dei luoghi di Pinocchio, dal Teatro dei burattini, al Circo fino al Paese dei balocchi. Tutto diviene fisicamente reale e lo stile musicale intreccia frammenti di Nino Rota, Julius Fučík con le trame ritmiche di Petruška (di Stravinskij) e una versione di One of these days dei Pink Floyd alquanto virtuosa. Ogni musicista ha un ruolo sul palco e nella storia e fa rivivere Pinocchio nella sua spettacolare attualità.

La voce-corpo di Juliette Allen è la cifra stilistica-vocale che si eleva al cielo e consegna allo spettatore un’avventura musicale composta e composita, plurale, polifonica ed unica. Pinocchio di Lucia Ronchetti è contaminazione speciale tra letteratura e musica, tra forma e sostanza, tra assenza e presenza, tra vegetale e umano, tra fantasia e realtà.

Lucia Ronchetti
compositrice

Juliette Allen
voce narrante

Ars Ludi Ensemble
Stefano Berluti corno
Filippo Fattorini violino

Giorgio Cipolletta

diGiorgio Cipolletta

Artista e perfomer italiano, studioso di estetica dei nuovi media. Dopo una laurea in Editoria e comunicazione multimediale, nel 2012 ho conseguito un dottorato di ricerca in Teoria dell’Informazione e della Comunicazione. Attualmente sono professore a contratto per corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali presso Unimc. La mia prima pubblicazione è una raccolta di poesie “L’ombra che resta dietro di noi”, per la quale ho ricevuto diversi riconoscimenti in Italia. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo saggio Passages metrocorporei. Il corpo-dispositivo per un’estetica della transizione, eum, Macerata. Attualmente sono vicepresidente di CrASh e collaboro con diverse testate editoriali italiane e straniere. Amo leggere, cucinare e viaggiare in modo “indisiciplinato” e sempre alla ricerca del dono dell'ubiquità.