Daniel Glattauer, vietato cestinare le e-mail di sconosciuti

Ammettiamo di non lasciarci prendere dalla solita curiosità di conoscere la biografia dell’autore, fino a questo momento sconosciuto, e dalla trama del libro che capita sottomano. Due sole rapide informazioni. L’autore è austriaco, e qui scatta il primo impulso di posare il volume.

La seconda informazione è che il libro si snoda intorno ad un interscambio epistolare tra una lei e un lui, perfettamente sconosciuti. Beh niente di insolito, la letteratura è piena di romanzi epistolari. Senonché, trattasi di un attuale interscambio di e-mail. La curiosità comincia a farsi strada.

Il titolo poi è senza dubbio accattivante Le ho mai parlato del vento del nord e, se poi aggiungiamo che le e-mail sono un continuo botta e risposta tra i due, senza una descrizione, senza una riflessione allora il gioco è fatto e vi proietterete curiosi nella lettura.

E’ così che Daniel Glattauer, giornalista e autore austriaco nato a Vienna nel 1960, ha tessuto e sviluppato la trama del suo primo romanzo. Ed è stato subito un successo! Venduto in diciassette Paesi, trasposto in radiodramma, audiolibro, opera teatrale.

Onestamente un po’ di perplessità e un approccio prevenuto accompagnano le prime pagine, nel vedere la sequenza e-mail con indicazione del giorno e del tempo passato tra l’una e l’altra. Ma il racconto, la cronaca si potrebbe dire, si fa presto accattivante e cattura l’attenzione e la curiosità del lettore.

Intendiamoci, non si tratta di un capolavoro, ma di un best seller che ha saputo colpire l’attenzione dei lettori in modo onesto e originale, utilizzando a dovere un linguaggio nuovo, attuale, assolutamente coinvolgente.

Leo ed Emmi si incontrano per errore nel web per una e-mail mandata alla persona sbagliata. Pian piano la curiosità, la complicità, la reciproca solitudine intrecciano intorno a loro una storia virtuale, intensa, intrigante e appagante.

Tutto ruota intorno a due vite, narrate e vissute attraverso una fitta corrispondenza, sull’onda delle confidenze e delle riflessioni che si concedono i protagonisti, per sfogarsi, per raccontarsi.

La curiosità è forte, la voglia di incontrarsi, di scoprire e dare un corpo alle rispettive figure immaginate li spinge ad un incontro al buio, che non li farà però riconoscere e aumenterà in loro il desiderio di una fisicità reale.

E così diventano amici, confidenti, amanti inseparabili, desiderosi di leggersi l’un l’altra sempre più intimamente, uniti in un rapporto profondo perché cerebrale. ‘Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente’.

Le ho mai raccontato del vento del nord (Feltrinelli Editore, 2006) è curioso e intrigante, magistralmente composto in un susseguirsi di e-mail travolgenti. Leo ed Emmi si incontreranno? Daranno sfogo al loro desiderio, al loro amore?

La storia non finisce con questo romanzo, perché Daniel Glattauer, che ha dimostrato di padroneggiare con una capacità unica lo strumento delle e-mail intorno al quale elaborare il racconto, dopo aver lasciato i lettori nella suspense, riprende la storia di Leo ed Emmi ne La settima onda (Feltrinelli Editore, 2010), a suo modo sempre in forma epistolare.

Come andrà a finire?  Che domanda! Il finale non si svela. Anche perché la lettura è rapida, intensamente legata alla sequenza di e-mail tra i protagonisti e, leggendo, si farà strada il desiderio di scoprire il finale della storia e al tempo stesso la voglia di prolungare il più possibile l’attesa, pagina dopo pagina, trasportati dal soffio del vento del nord.

Steve Fortunato

diSteve Fortunato

Piemontese di origine e milanese d’adozione. Imprenditore da sempre, ha sfogato principalmente nel marketing e nella comunicazione la creatività e il desiderio di nuovi orizzonti e di nuove sfide. Razionale e impulsivo, istintivo e sensibile. Racconta vicende e persone con una visione nichilista e un linguaggio crudo, duro, scarno a volte, che però sa cedere a momenti delicati, di sottile nostalgia.