Viveca Sten – Nel nome di mio padre

 

Viveca Sten
Viveca Sten

Una notte, sull’isola di Sandhamn, Lina Rosén prende la sua bicicletta e si allontana dalla casa dell’amica Louise. Da quel momento, scompare. L’ispettore Thomas Andreasson viene coinvolto nelle indagini, ma di Lina si è persa ogni traccia. Qualche tempo dopo, un gruppo di ragazzini sta giocando nel bosco: lì, dentro a un sacco, trovano dei resti umani. Appartengono a Lina?

Nel frattempo, la migliore amica di Thomas, Nora Linde, ha deciso di trasferirsi con i figli sull’isola: il suo matrimonio con Henrik è il crisi e la donna ha bisogno di un po’ di tempo per riflettere sulla sua vita di coppia. Una profonda e antica amicizia la lega a Thomas e il caso di Lina la tocca da vicino: infatti, sono stati i suoi figli, insieme ad alcuni amici, a ritrovare i resti nel bosco. Inoltre, Nora è un avvocato, è curiosa e appassionata, e vuole trovare una soluzione a quell’episodio, anche perché l’assassino potrebbe essere ancora a Sandhamn.

Ma se i resti sono di Lina, perché è stata uccisa e da chi? Le prime piste conducono verso un ex fidanzato violento. Ma forse c’è qualcos’altro sotto. Forse le risposte vanno cercate in una storia all’inizio del Novecento, accaduta sempre lì, a Sandhamn: allora c’erano Gottfrid e Vendela, una giovane coppia. Si erano incontrati, amati e avevano deciso di sposarsi. Ma quando Vendela era rimasta incinta tutto era cambiato: era sempre stata una ragazza silenziosa, ma la gravidanza ha avuto su di lei un effetto terribile. E, dopo la nascita di Thorwald, qualcosa si era spezzato definitivamente. Gottfrid non ha trovato altra soluzione che picchiarla e le cose erano poi peggiorate ulteriormente con la nascita di Kristina, la figlia su cui l’uomo ha riversato tutto il suo amore e le sue attenzioni. Thorwald, invece, è stato il figlio che lo ha deluso, così simile a sua madre, così debole. Il rapporto tra padre e figlio era diventato sempre più teso, di giorno in giorno, fino a un bruttissimo epilogo. Ma in che modo questo episodio è collegato alla scomparsa e al probabile omicidio di Lina Rosén? Come può una storia avvenuta cent’anni prima trovare posto nella Sandhamn del ventunesimo secolo?

Viveca Sten racconta le complesse dinamiche famigliari in un thriller che, nelle atmosfere, richiama i romanzi di un’altra regina del giallo nordico: Camilla Läckberg (anche i libri della Sten sono stati adattati in una serie tv, Omicidi a Sandhamn, trasmessa per la prima volta in Italia su Giallo nel 2014). Nel nome di mio padre (pubblicato da Marsilio nella collana GialloSvezia) racconta due storie parallele, ma indissolubilmente intrecciate tra di loro, in un’opera avvincente e di piacevolissima lettura. L’autrice ci porta nella pittoresca Sandhamn, un’isola nell’arcipelago di Stoccolma, situata nella parte orientale della Svezia, popolata da un centinaio di abitanti e con oltre centomila visitatori ogni anno. Quel piccolo paradiso naturale diventa il macabro scenario in cui si dipana una trama ricca di tensione, echi dal passato, frustrazioni e rancori. Tutti questi elementi nascono in seno alla famiglia, il luogo dove si sviluppano «le idee di cui viviamo così come la malattia di cui moriremo» (M. Proust): e quella malattia si chiama vendetta, che cova e si alimenta nei decenni, fino a esplodere in tutta la sua ferocia.

Una scena dalla serie tv "Omicidi a Sandhamn"
Una scena dalla serie tv “Omicidi a Sandhamn”

 

ISBN
9788831724272
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