Harry Potter, storia di un adolescente magico

Nel 2001 iniziò sul grande schermo l’avventura di Harry Potter, personaggio nato dalla fantasia di J.K. Rowling.

Daniel Radcliffe aveva solo undici anni quando vestì per la prima volta i panni di Harry Potter nelle trasposizioni cinematografiche, più o meno la stessa età di Rupert Grint ed Emma Watson, rispettivamente Ron Winsley e Hermione Granger. Sette sono gli adattamenti, corrispondenti ad altrettanti volumi: Harry Potter e la pietra filosofale e Harry Potter e la camera dei segreti, diretti da Chris Columbus; Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, diretto da Alfonso  Cuarón; Harry Potter e il calice di fuoco, di Mike Newell; Harry Potter e l’ordine della fenice, Harry Potter e il principe mezzosangue e l’ultimo, Harry Potter e i doni della morte, portato al cinema in due parti, tutti diretti da David Yates, alla regia anche dello spin-off Gli animali fantastici: dove trovarli.

 

Da sinistra, Hermione Granger, Ron Weasley e Harry Potter
Da sinistra, Hermione Granger, Ron Weasley e Harry Potter

Brevemente, la storia si articola, appunto, su Harry, novello studente presso la prestigiosa scuola di magia di Hogwarts, insieme agli amici Ron e Hermione. Harry è famoso poiché undici anni prima dell’inizio del suo cammino nel mondo della magia, i genitori erano stati uccisi dal temibile Lord Voldemort. Quest’ultimo aveva tentato di uccidere anche Harry ma, misteriosamente, la maledizione gli si era ritorta contro, trasformandolo in un’entità debole e vulnerabile.

Le pellicole seguono Harry all’interno della scuola di magia, dove la sua strada incrocerà più volte quella di Voldemort che, nel frattempo, è tornato. Si parte da La pietra filosofale, nascosta da qualche parte ad Hogwarts. La scuola accoglie quattro case: Grifondoro, Serpeverde, Corvonero e Tassorosso. Ogni casa presenta delle caratteristiche specifiche: coraggio per Grifondoro, astuzia il Serpeverde (nelle cui file milita Draco, antagonista di Harry), saggezza per i Corvonero, tolleranza e pazienza i Tassorosso. Proprio nel primo capitolo della saga avviene l’incontro tra Harry e Voldemort e nel secondo, La camera dei segreti, il ragazzo entrerà in contatto con un misterioso diario e con una creatura che pietrifica gli studenti di Hogwarts.

Tom Felton nei panni di Draco Malfoy
Tom Felton nei panni di Draco Malfoy

Il prigioniero di Azkaban, invece, introduce Sirius Black, una delle figure più importanti del ciclo dedicato ad Harry Potter. Il personaggio di Voldemort resta sullo sfondo nei primi capitoli – ma la sua presenza si avverte, eccome – ed è nel quarto che egli ritorna, durante il Torneo Tremaghi. In un primo momento il Ministero della Magia tenta di negare la rinascita di Voldemort, finché ne L’ordine della fenice il Signore Oscuro si manifesta di fronte ai membri del Ministero. Nel momento in cui Lord Voldemort è ufficialmente tornato, inizia con Il principe mezzosangue la battaglia con Harry Potter, che culminerà ne I doni della morte.

Definire Harry Potter una semplice serie fantasy è assolutamente riduttivo. Intorno al personaggio c’è un intero mondo che non comprende solo la magia, ma anche situazioni che tutti, nella propria vita di adolescenti, hanno dovuto affrontare. Le amicizie, i primi antagonismi, le sfide con se stessi e nello studio, imparare a conoscere e distinguere il Bene dal Male: e poi ci sono aspetti che appartengono a qualunque fascia d’età, come il sentimento della perdita, ossia la morte delle persone care, il saper andare avanti, porsi obiettivi, essere coraggiosi, leali, onesti.

Harry Potter incarna in sé tutto ciò che è Bene e che può essere anche Male: numerosi sono i momenti nella storia in cui il protagonista nota le numerose somiglianze con Lord Voldemort e ne prende atto con terrore, perché basta davvero poco per smarrirsi e intraprendere la strada sbagliata.

Sirius Black (Gary Oldman) con Harry
Sirius Black (Gary Oldman) con Harry

Harry Potter è uno degli esempi più chiari, nel cinema e nella letteratura, del fatto che sono le nostre scelte a determinare ciò che siamo, non il nostro passato o il lato oscuro che, insieme alle zone di luce, tutti possediamo: questo personaggio di cui seguiamo di anno in anno la crescita è talmente umano e “normale” che alle volte, così catturati dal contesto magico e surreale, lo dimentichiamo.

La saga di Harry Potter è qualcosa che tutti dovrebbero affrontare almeno una volta nella vita, per tre motivi: perché un po’ di magia fa sempre tanto bene allo spirito, incatenato com’è nella realtà di tutti i giorni; perché la Rowling è un genio nel proporre un prodotto tanto articolato, curato e fantasioso, non solo nelle trame, ma nei singoli dettagli, dalla storia delle quattro Case di Hogwarts, a quella personale di parecchi personaggi nella saga, fino alla miriade di istituzioni, pozioni, maledizioni, formule che è riuscita ad inventarsi per sette libri; infine, perché Harry Potter, al di là della magia, può trasmetterci qualcosa di utile, cosa lo scoprirete nella lettura (anche perché ci sono insegnamenti che ognuno può assimilare e interpretare in modo diverso).

Da parte loro, i lungometraggi sono decisamente ottimi nel tracciare l’evoluzione del personaggio principale (ma eccellente è anche la caratterizzazione degli altri protagonisti e, soprattutto, degli antagonisti), rendendolo sempre più cupo e complesso, man mano che si avvicina lo scontro finale con il nemico di sempre, Lord Voldemort.