Michel Houellebecq e l’Islam all’Eliseo

Sottomissione. È questo il titolo del nuovo libro di Michel Houellebecq (autore, tra gli altri, de La carta e il territorio), che uscirà il 7 gennaio in Francia e il 15 in Italia, pubblicato da Bompiani.

Un libro provocatorio, com’è da sempre nello stile di questo autore (è quello che ha affermato che gli hippie del movimento del ’68 erano i creatori dei serial killer degli anni Novanta, questo ne Le particelle elementari). Tredici anni fa, poi, durante un’intervista aveva definito l’Islam «la più stupida delle religioni» (la dichiarazione completa è stata «mi sono detto che il fatto di credere a un solo Dio è il comportamento di un cretino, non trovo un’altra parola. E la religione più stupida è, ammettiamolo, l’Islam. La Bibbia almeno è bella perché gli ebrei hanno un grande talento letterario e per questo possono essere decisamente perdonati»).

E “sottomissione” è pure la traduzione letterale proprio del sostantivo verbale “islam” (nel senso di “sottomissione, abbandono totale a Dio”). L’Islam, infatti, c’entrerà parecchio nel nuovo libro, tanto che l’autore ipotizza nel 2022 un candidato islamico all’Eliseo e la sua vittoria contro Marine Le Pen, in una Francia sull’orlo della guerra civile, a causa del razzismo e degli scontri tra diverse etnie. Sicuramente un tema scottante, che alimenterà nuovi dibattiti all’uscita del libro. Non resta che attenderne l’arrivo il prossimo mese.

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