Sembra che da qualche tempo, ormai, il genere thriller abbia scoperto la centralità della figura femminile, nel bene o nel male. Vediamo così giovani donne o mamme che nell’affaticarsi a vivere la quotidianità, vengono investite totalmente da eventi che rompono un equilibrio, e il libro diventa un tremendo rincorrere per ripristinare una certa solidità o, almeno, saldare qualche crepa che rischia di diventare frattura.
Anche Paula Daly, nel suo nuovo romanzo, Da quando sei scomparsa, non si sottrae al gioco, e riversa su Lisa, una donna come tante, il peso terribile della fatalità e dei sensi di colpa, facendo leva sui sentimenti che una mamma può provare per i propri figli e sulle responsabilità che questo ruolo porta con se. Nella quotidianità di Lisa c’è tutto questo: un marito, un lavoro, dei figli, la sensazione di fare del proprio meglio senza arrivare alla perfezione, quella che invece sembra raggiungere Kate, la sua migliore amica, che si dedica anima e copro alla casa e agli affetti, libera da impegni lavorativi. In questo squarcio di normalità e, quindi, di particolari difficoltà per una donna che lavora e che segue assiduamente la famiglia, la Daly lancia il macigno di una distrazione che dura un attimo, di un errore che, di colpo, fa scomparire la figlia tredicenne di Kate, che era affidata per un giorno, per quel giorno, proprio a Lisa. Inizia così la carrellata di indagini ed ipotesi, prima fra tutte quella che vorrebbe la piccola rapita da un maniaco seriale.
Inizia anche, però, un calvario personale e familiare che vede coinvolte molte persone, ognuna con i propri dubbi ed i propri segreti. Proprio i sensi di colpa ed il peso dell’elemento “famiglia”, fanno di Lisa l’ennesima donna, protagonista di un romanzo thriller, che dà vita ad un’indagine privata. Non tanto per sfiducia nella giustizia, quanto per accelerare la risoluzione di un’instabilità che sta mandando in frantumi l’intera vita del personaggio e, poi, quasi per cercare una liberazione da accuse ingiuste, incredibili, che ledono il senso di maternità più profondo. Ad una madre, insomma, non può accadere questo, e come madri le nuove eroine dei thriller tolgono da sole il fango gettatole addosso. E se nella quasi totalità dei casi il riscatto delle protagoniste passa attraverso qualche perdita, la Daly, invece, ripristina un equilibrio quasi perfetto, che passa anche sopra a segreti svelati e colpe taciute, ma che fa riflettere sul tema della vita divisa tra famiglia e lavoro, sullo stress delle madri, sull’incapacità di capire e perdonare.
9788830438408




