Fedez contro il Pd: «La loro è censura fascista»

Fedez nell’occhio del ciclone. Il rapper, che ultimemente non ha risparmiato prese di posizione politiche (le critiche a Renzi e a Napolitano) e che ha firmato Non sono partito, l’inno del meeting del M5S di questi giorni al Circo Massimo, è finito nel mirino della politica. I deputati del Pd Federico Gelli ed Ernesto Magorno hanno chiesto a Sky, l’emittente che trasmette X Factor, in cui Fedez svolge il ruolo di giurato, di riconsiderare il suo ruolo nel programma proprio alla luce delle recenti posizioni espresse dal rapper.

«Sarebbe interessante sapere come sia giudicata da Sky, che ha mostrato sempre grande equilibrio ed equidistanza nel rapporto con la politica, l’affiliazione pubblica di Fedez al Movimento 5 Stelle, visto che il rapper è uno dei volti di punta dell’emittente satellitare come giudice di X Factor», hanno dichiarato Gelli e Magorno. «X Factor rappresenta una delle trasmissioni di maggiore successo di Sky – proseguono i due parlamentari – e raccoglie in particolare grande attenzione dal pubblico giovane. La decisione di Fedez di scendere in campo in politica, come autore dell’inno ufficiale della manifestazione di Beppe Grillo e del suo partito al Circo Massimo, puo’ creare certamente uno scollamento con l’immagine sempre imparziale di Sky, che negli ultimi anni si e’ segnalata anche per l’organizzazione dei faccia a faccia elettorali e in occasioni come le primarie del Pd, dando spazio a tutti i candidati in corsa».

Fedez però non ci sta: in un post su Facebook, ha spiegato di aver espresso le sue opinioni politiche al di fuori del contesto di X Factor e ha paragonato la richiesta dei due parlamentari alla censura fascista (che, in effetti, non ci riporta indietro «di 60 anni» ma almeno di 70…). Ecco il post di Fedez, con tanto di Mussolini e Hitler “pop”, intenti a scattarsi un selfie:

Nei giorni scorsi, Fedez non ha mancato di criticare Renzi («Non mi fido di un Presidente del Consiglio che sale a Palazzo Chigi non eletto dopo aver promesso di non volerlo fare») e Napolitano, invitandolo a testimoniare nella trattativa Stato-Mafia. Per quest’ultima presa di posizione, ieri era scattata anche la solidarietà di Sabina Guzzanti.

Il video di Non sono partito:

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