Gene Simmons: «Il rock è morto». Dave Grohl: «Vacci piano»

«Il rock è morto»; «Vacci piano…»: è questo, in sintesi, lo scambio di opinioni che ha visto protagonisti, a distanza, Gene Simmons e Dave Grohl.

Tutto è cominciato con un’intervista di qualche giorno fa del leader e bassista dei Kiss ad Esquire, nella quale Simmons (di recente introdotto con la sua band nella Rock and Roll Hall of Fame) sottolineava come il rock non sia morto di «morte naturale. Il rock non è morto di vecchiaia. È stato assassinato». E il colpevole, secondo Simmons, è il file sharing illegale: «È molto più difficile guadagnarsi da vivere suonando e scrivendo canzoni. Nessuno ti paga per farlo».

Simmons ha anche dato un consiglio ai giovani musicisti: «Non smettete con il vostro lavoro. Quando io sono emerso, il percorso non era una montagna insormontabile. Una volta avevi la casa discografica dalla tua parte, ti finanziavano, e questo significava anche avere un supporto quando andavi in tour», spiega il leader dei Kiss. «Ci sono ancora le etichette discografiche, e fanno per lo più pop, rap, country. Ma per i performer che sono anche autori di canzoni rock, soul, blues, è finita. Il rock è definitivamente morto».

«È una cosa molto triste per le nuove band», aggiunge Simmons. «Semplicemente non hanno chance. Se suoni la chitarra, è quasi impossibile farcela». Meglio, a questo punto, non prendersi la briga di imparare a suonare o a scrivere canzoni e «cantare sotto la doccia» per un’audizione a X Factor. Simmons non se la prende con il talent show, ma si chiede: «Dov’è il prossimo Bob Dylan? Dove sono i nuovi Beatles? Dove sono finiti i songwriter, i creatori?».

Insomma, Simmons ha pronunciato il de prufundis del rock (l’intervista completa la trovate qui), e tra quelli che non sono d’accordo con lui, Dave Grohl che, nel pubblicare l’intervista di Simmons sulla pagina Facebook ufficiale dei Foo Fighters, ha semplicemente commentato: «Vacci piano, Mr. Dio del Tuono». Ecco il post:

La risposta di Grohl, in effetti, era prevedibile. Le ultime fasi della sua carriera artistica sono state tese proprio ad un recupero delle radici del rock. Il nuovo album dei Foo Fighters, Sonic highways, è stato inciso in otto città diverse e altrettanti leggendari studi di registrazione, alla presenza di musicisti del calibro di Gary Clark Jr., Joe Walsh degli Eagles, Rick Nielsen dei Cheap Trick, Carrie Underwood, Chuck D dei Public Enemy e Gibby Haynes dei Butthole Surfers. In più, ad accompagnare l’uscita di Sonic highways c’è anche un documentario in otto episodi che racconta proprio gli studi in cui le session hanno avuto luogo, ricostruendo così un’ideale viaggio alle radici del rock.

Insomma, dal punto di vista dell’ottimismo sul futuro della scena, Grohl e Simmons sembrerebbero quasi agli antipodi. Non resta che aspettare il nuovo album dei Foo Fighters (di cui i primi otto secondi promettono assai bene) per capire se il rock è ancora in piedi.

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