La giornalista Julia Almliden, una delle tre protagoniste del thriller della svedese Carina Bergfeldt, spesso si è trovata di fronte a un cadavere: tuttavia a sconvolgerla non è tanto l’orrore della morte, quanto la distanza fra i corpi privi di vita del mondo reale e gli eleganti cadaveri dei film trasmessi la sera alla tivù. La differenza, a volerla definire, sta nella tonalità della carnagione, la sfumatura giallastra che rapidamente si impossessa di un corpo quando non vi circola più il sangue. Nell’universo fittizio in cui viviamo noi, persone comuni, i mostri e gli eroi chiamati a difenderci da essi sono una presenza abituale, persino amichevole: hanno un nome, Dexter Morgan, Horatius Caine, Gil Grisson, e molti altri, ne conosciamo abitudini e segreti, ne seguiamo i tortuosi percorsi esistenziali, ammiriamo la sagacia con cui sviscerano gli ingarbugliati piani di geniali serial killer.
Costoro sono tuttavia troppo esteticamente ineccepibili, per non essere un’estensione iperbolica e immaginifica dei mostri tanto veri quanto invisibili. Il confronto implicito fra i modelli “sublimi” dell’immaginario collettivo e i prosaici assassini della porta accanto connota Un cuore in agguato: il carnefice abita nella casa contigua alla nostra, non orchestra fantasiose strategie, le sue armi sono la semplice tortura fisica e psicologia nei confronti dei suoi stessi famigliari. Al centro del romanzo sta dunque il diario anonimo di una donna che ripercorre infanzia ed adolescenza all’ombra di un padre follemente violento e ne pianifica la morte ispirandosi alla “ giustizia” di Dexter Morgan, colui che nella serie tv omonima si assume il ruolo di boia spietato di efferati serial killer.
Fa da cornice alla cronaca di un interno familiare devastato, la classica indagine sull’assassinio di una madre di famiglia irreprensibile: a condurre l’inchiesta sono due giornaliste, Jng-Marie e Julia, e Anna, una poliziotta dalla vita tormentata. La ricerca del probabile omicida è però un‘occasione per lasciare emergere i lati nascosti delle detective: nel lettore matura cosi la certezza che l’autrice del diario sia una di loro. Ma quale, considerato che ciascuna potrebbe essere la potenziale assassina di un padre torturatore? La strada scelta dalla Bergfeldt la accomuna ai maestri del giallo svedese, quali Per Walhòo e Maj Sjòwall, per citare quelli che negli anni Settanta hanno iniziato un fecondo filone caratterizzato anche geograficamente: si raccontano i delitti per svelare l’anima segreta di un Paese, dove l’ordine sembra regnare sovrano.
9788830438996




