Samuel Richardson – Pamela

Più di seicento pagine non sono mai uno scherzo, soprattutto se, primo, si tratta di un romanzo epistolare ambientato nel 1700, secondo, il libro ti è stato praticamente imposto per un esame di letteratura all’università. Se vogliamo aggiungere pure un terzo punto, stiamo parlando di un’opera sentimentale, con il sottotitolo «la virtù premiata» che, siamo sinceri, suona già un po’ noioso.

Eppure, il Pamela di Samuel Richardson è uno dei classici più belli che ho avuto la fortuna di leggere. Paradossalmente lo è proprio per la sua protagonista, questa giovane così virtuosa da risultare assolutamente divertente nei suoi maldestri tentativi di sfuggire alle insidie di Mr B.. Ma procediamo con ordine. Pamela è una servetta bella, ma povera. Lavora per una nobildonna e alla morte di quest’ultima passa a servizio del figlio di lei, Mr B., appunto. L’uomo s’invaghisce di Pamela e tenta di sedurla in ogni modo, ma la ragazza rifiuta gli approcci del padrone e medita (addirittura) il suicidio. Con il tempo, però, scopre i lati positivi del suo spasimante, il quale, a sua volta, prende a corteggiarla con più galanteria, innamorandosi delle sue qualità morali.

Insomma, “una rottura” direte voi, e invece no!, perché il romanzo è costellato da scene grottesche, spassosissime, dove la povera Pamela non sarà solo vittima di Mr B., ma pure del suo eccessivo pudore, retaggio di quella società puritana a cui ella appartiene. La trama ricorderà ai più qualcosa: infatti, proprio a questo libro, Cinzia TH Torrini si è ispirata per la sua serie tv Elisa di Rivombrosa, con Alessandro Preziosi e Vittoria Puccini. Tornando alla nostra Pamela, è corretto dire che nel corso della storia fa spesso la figura della stupida: deve averla pensata così anche Henry Fielding, che, nel 1741, pubblicò la parodia Shamela e, un anno dopo, Joseph Andrews, che sarebbe il fratello di Pamela, un valletto a sua volta mira delle attenzioni della sua padrona, Mrs Booby; per sfuggirvi, Joseph parte per un lungo viaggio e le sue avventure si trasformano, progressivamente, in una sorta di poema epico in prosa.

Pamela ebbe un enorme successo quando uscì, tanto da spingere il suo autore a scriverne un seguito (diverse edizioni pubblicano i due volumi insieme). Abbiamo parlato di un romanzo epistolare e, sebbene non ne sia Richardson il precursore, a lui va il merito di aver dato al genere un maggiore risalto: non per niente il suo Pamela fu, in seguito, il modello su cui si basarono altri grandi romanzi epistolari inglesi. Il libro, al di là del messaggio morale, che può trovare più o meno d’accordo, è scritto bene, in modo scorrevole, piacevole. Una di quelle letture da lunghi viaggi in treno, o, perché no?, un titolo da conservare per la prossima estate sotto l’ombrellone.

ISBN
9788811366577
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