Carlo Verdone – Sotto una buona stella

A giudicare dal trailer, le premesse non erano delle migliori. Ma per fortuna Sotto una buona stella, grazie alla solita verve comica di Carlo Verdone, qui accompagnato da una Paola Cortellesi in splendida forma, riesce a non scivolare mai nella più cafona cinematografia targata De Laurentiis e si può considerare, seppur con molte riserve, e solo sul versante della comicità, riuscito.

Il film numero 24 dell’attore e regista romano ruota intorno alla storia di Federico Picchioni (Verdone stesso), un importante agente finanziario la cui vita viene sconvolta sia dalla perdita del lavoro e di tutti i risparmi sia dalla conseguente scelta di ospitare in casa i suoi due figli (Tea Falco e Lorenzo Richelmy), ormai ventenni. Il protagonista si troverà in questo modo a fare i conti con il suo “dimenticato” ruolo di padre e con una nuova vicina di casa (Cortellesi) che gli renderà, almeno in parte, la vita più facile.

(Paola Cortellesi e Carlo Verdone sul set di Sotto una buona stella)

Sotto una buona stella si inserisce in quel filone della cinematografia del regista romano orientata più ai racconti corali (da Ma che colpa abbiamo noi a Posti in piedi in Paradiso) che ai ruoli da protagonista assoluto che caratterizzavano i suoi primi film. E come i precedenti, anche quest’ultima pellicola tratta di temi tutt’altro che banali e leggeri: la distanza tra genitori e figli, la solitudine, la crisi economica. Una particolarità, questa del cinema di Verdone, che l’autore porta avanti ormai da 30 anni e che bisogna riconoscere ed apprezzare, considerata la tanta spazzatura che affolla i cinema italiani.

Il problema piuttosto è che gran parte degli ultimi film di Verdone risentono di una sempre maggiore semplificazione in fase di scrittura e di una frettolosa cura della regia, del montaggio e della fotografia. Una superficialità che a volte sconfina purtroppo anche in qualche caduta cinepanettoniana (come la scena del serpente o quella della filippina) e nella sua ormai abusatissima ipocondria (argomento principe di ogni ospitata nei talk show italiani). Ma nonostante questo, Sotto una buona stella si fa apprezzare lo stesso sia per alcuni tra gli sketch migliori di Verdone (si ride molto e di gusto) che per la capacità di fondere con coraggio ed onestà la leggerezza della commedia con un senso cupissimo di malinconia e rassegnazione.

Tra gli attori si salva solo una divertente e divertita Paola Cortellesi, che riesce a creare una sintonia con Verdone che non si vedeva dai tempi di Claudia Gerini. Male tutti gli altri: una Tea Falco, caricatura di se stessa, che sembra la sorella svampita di Ruggero di Un sacco bello, un Lorenzo Richelmy al quale manca solo la lisca per essere il sosia di Silvio Muccino e un Carlo Verdone che rischia di diventare inadeguato per i ruoli che si scrive e per il quale è forse arrivato il momento di concentrarsi solo sulla regia.

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