Joseph Conrad – Cuore di tenebra

Era il maggio 1890 quando Joseph Conrad risalì il Congo a bordo del vaporetto Roi de Belges. Dopo che il comandante dell’imbarcazione si ammalò, fu proprio lo scrittore a prendere il comando per parte del viaggio di ritorno; sfortuna volle che pure lui fu contagiato, mentre un altro agente della compagnia, Georges Antoine Klein (che ispirò il personaggio di Kurtz), morì durante il tragitto. Furono proprio le peripezie di cui fu protagonista a suggerire a Conrad la sua opera più celebre, Cuore di tenebra, concepita come un racconto che, però, ha più la forma di un romanzo.

Attraverso la voce di Marlow, Conrad compie insieme ai lettori un viaggio nel cuore dell’Africa Nera. Quando giunge presso la sede della compagnia per cui lavora – che campa sui traffici di avorio – , Marlow trova ad attenderlo un clima inospitale e un mistero avvolto intorno a un certo Kurtz. Di quest’ultimo non si hanno più notizie da tempo, per cui Marlow parte a bordo di un battello alla volta della base dell’uomo, situata nel cuore della foresta. Una volta a destinazione, scopre che Kurtz, oltre a essere stato divinizzato dagli indigeni, è pure molto malato, ormai completamente folle, comunque prossimo alla morte.

Fonte di innumerevoli citazioni nel corso degli anni (una delle più famose è senz’altro quella di Apocalypse now di Francis Ford Coppola), è corretto dire che Cuore di tenebra è soprattutto una feroce critica alla politica colonialista di fine Ottocento (anche se poi l’attacco si spinge molto più indietro, fino a chiamare il causa l’Impero Romano). Politica colonialista che investe l’Europa intera, che non esita ad uccidere, distruggere, violentare, incarnata nel personaggio di Kurtz, simbolo delle barbarie compiute in nome della civilizzazione dell’Africa.

Apocalypse now (1979)

Quel darkness del titolo si riferisce proprio alla cultura occidentale, che punta a giustificare il suo operato nel Terzo Mondo con la scusa dell’educazione dei nativi, del progresso (in casi più recenti, addirittura della “democrazia”), celando così il reale scopo, ovvero prosciugare un continente dalle sue risorse più preziose. Eppure, Kurtz è un uomo intelligente, dotato di personalità, di carisma, ed è per questo che è diventato così popolare tra gli indigeni. Ma è stato proprio quello stesso potere il motivo della sua rovina: perché Kurtz, spinto dalla sete di possesso, ricchezza e da una forma di onnipotenza assoluta, giunge a eleggersi capo supremo e indiscusso di altri popoli, perdendo così di vista i suoi ideali e sprofondando nel baratro della pazzia (un po’ quello che accade ad Aguirre nella stupenda pellicola di Werner Herzog).

È questo che costituisce il “cuore di tenebra” (l’oscurità, il “nero”, non è un richiamo all’Africa come si potrebbe pensare): l’uomo non più padrone di sé e dei suoi impulsi. Ma visto che per chiunque sopraggiunge il momento della consapevolezza, quando anche Kurtz arriverà a guardare se stesso, come fosse davanti a uno specchio, nella sua immagine riflessa potrà riconoscere la sua cupidigia, il tradimento delle cause più nobili, il suo vero volto, quello che è diventato. A quel punto è chiaro che le poche parole che sarà in grado di pronunciare prima del sonno finale (per lui immediatamente successivo a quello della ragione) saranno «L’orrore! L’orrore!».

 

ISBN
9788804471356
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