Joel ed Ethan Coen – A proposito di Davis

Gaslight Café, 1961. Un microfono e Oscar Isaac che inizia a cantare. Così comincia A proposito di Davis, nuova ed attesa pellicola dei fratelli Coen.

Llewyn Davis, chitarra in spalla e aspetto trasandato, cerca di arrivare a fine mese cantando in piccoli locali, nel cuore del Greenwich Village a New York. La sua è una storia ispirata a quella del musicista folk Dave Van Ronk Inside Llewyn Davis, che è il titolo originale della pellicola, riprende quello dell’album Inside Dave Van Ronk –, grande amico di Bob Dylan (nelle scene finali del film c’è, in effetti, Bob Dylan che intona Farewell). È stato addirittura detto che Van Ronk sia stato il maestro e ispiratore di Dylan, ben prima che il cantautore apportasse la sua decisiva impronta nel mondo della musica. Eppure egli è rimasto a lungo nell’ombra, oscurato dalla fama di Dylan stesso e di altri colleghi più o meno talentuosi. Da parte sua, anche Davis s’immerge nell’atmosfera del Greenwich Village tipica degli anni Sessanta, ed è proprio lì, intorno a quell’ambiente e a quello stile di vita, che i Coen puntano l’attenzione.

Parlare oggi del Village significa associarlo a nomi di grandi celebrità, che lì hanno mosso i primi passi: Woody Allen, Al Pacino, Dustin Hoffman, Andy Warhol, ma soprattutto musicisti come Frank Zappa e Lou Reed. Il clima del Village ispirò le opere degli autori della beat generation e a metà del secolo scorso per le sue strade hanno camminato fino a tarda notte aspiranti artisti, con la testa e il cuore pieni di sogni, aspettative, speranze per il futuro destinate a realizzarsi per alcuni e a spezzarsi per altri. Tra di loro c’è anche il nostro Llewyn Davis, non proprio bello (o, almeno, non nel senso classico del termine), ma di certo dannato e incasinato, fedele all’idea di arte come pura e alta forma di espressione, che mai deve contaminarsi coi compromessi o perdere il suo fine più nobile, ossia produrre Bellezza.

Un individuo fragile, schiacciato dai sensi di colpa, dai pensieri, una sorta di perdente dotato di un importante spessore psicologico che lo colloca a pieno titolo accanto agli altri grandi, memorabili caratteri dei Coen, primo fra tutti i loro loser per eccellenza, il Drugo Lebowski. Ad affiancare il personaggio principale ci sono gli ottimi Justin Timberlake e Carey Mulligan, perfetti nei ruoli dell’amico e della ex fidanzata sempre incazzata, bravi nell’offrire al pubblico una prova delle loro doti canore: se per Timberlake è un ritorno alle origini (ha iniziato la sua carriera nello spettacolo proprio con la musica, militando negli ‘N Sync), per la Mulligan è la seconda volta, dopo la struggente performance di New York, New York in Shame di Steve McQueen.

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